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Ieri l’assemblea consortile del Parco Dune Costiere ha sciolto le riserve solo sulla nuova giunta

Ieri l’assemblea consortile del Parco Dune Costiere, composta dai sindaci dei due comuni Francesco Zaccaria e Guglielmo Cavallo, e dal presidente della provincia di Brindisi Riccardo Rossi, ha sciolto le riserve solo sulla nuova giunta. Nessun accordo ancora sul presidente, che andrà a succedere al dimissionario Enzo Lavarra. Per il nuovo esecutivo confermata l’indicazione per la Città bianca del dirigente della Lega, Fabrizio Anglani, avvocato.

Il comune di Fasano ha nominato Annarita Angelini, architetto, già assessore ai lavori pubblici con l’amministrazione del sindaco Francesco Zaccaria. Per la provincia di Brindisi invece la scelta è ricaduta su Mariflo Magli, insegnante dirigente di Legambiente.
L’assemblea consortile ha deciso di aggiornarsi a lunedì prossimo per la scelta del nuovo presidente.

A margine della seduta di ieri, però, il sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo ha voluto chiarire l’intero quadro che ha caratterizzato le ultime settimane
«Non era più possibile attendere, voglio chiarire, “giochi politici del centrosinistra”, per questo ho convocato l’assemblea. Il mancato accordo all’interno del centrosinistra ha procurato -afferma il primo cittadino ostunese-questa situazione di stallo grave». Su quelle che saranno le nuove scelte, ed in particolare sul nuovo presidente del parco Dune Costiere, Cavallo ha spiegato: «Ieri ancora una volta non c’è stato accordo.

Potrebbe essere scelto a maggioranza, in un’indicazione, non condivisa da tutti e tre, ma sarebbe un peccato, perché se ci fosse stata questa volontà si sarebbe potuto già fare: da mesi non c’è sinergia su un nome. E’ tutta una discussione all’interno del centrosinistra». C’è un altro aspetto che ha ribadito ieri il primo cittadino della Città Bianca: «Ho chiesto che ci sia condivisione con Ostuni, che conferisce l’80% del territorio del Parco. Per cui sarebbe auspicabile che comune di Fasano e Provincia di Brindisi ascoltassero la nostra amministrazione, anche se in questo momento all’interno dell’assemblea come centrodestra siamo minoritari».

Poi il nuovo attacco di natura politica agli altri due membri dell’assemblea consortile. «Per tutto questo periodo dalle dimissioni di Lavarra ad oggi il problema all’interno dell’assemblea è stato il mancato accordo nel centrosinistra su un unico nome. La rosa dei nomi proposti dal comune di Ostuni non è stata accolta, perché i due enti a guida del centrosinistra rivendicano il diritto politico ad avere la presidenza di questo ente. Però tra di loro non sono d’accordo: questa storia va avanti da gennaio. Non si può bloccare la costa ed il lavoro delle persone -ha concluso Guglielmo Cavallo-perché una parte politica non riesce a mettersi d’accordo».