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A ritrovarlo, spaesato e impaurito, sono stati i bagnini del lido «Murmur Beach».

Tanta paura nel pomeriggio a San Pietro in Bevagna, marina di Manduria, per la scomparsa di un bambino di sette anni trovato ad un paio di chilometri di distanza da dove si era allontanato.

A ritrovarlo, spaesato e impaurito, sono stati i bagnini del lido «Murmur Beach», Daniele Polignano e Giulia Latorre, tarantina, figlia del marò fuciliere della Marina Militare che con il suo collega Salvatore Girone sono stati e sono ancora al centro di una controversia internazionale tra Italia e India.

Il piccolo, di Ostuni, che si trovava in compagnia di alcuni parenti ed altri amici di famiglia, vagava tra gli ombrelloni in cerca di quello degli zii. Sicuramente, eludendo la sorveglianza di chi lo accompagnava si è allontanato perdendo l’orientamento. Per le ricerche si sono mobilitate centinaia di persone attivate dal passaparola ed anche i sommozzatori dei carabinieri.

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La preoccupazione di tutti era che fosse annegato, per questo i sommozzatori dell’Arma hanno scandagliato in lungo e in largo tutto il tratto antistante la spiaggia antistante l’ex hotel Rivamare. Il bambino che era in lacrime ha subito riconosciuto la bagnina del lido andandole incontro abbracciandola. La figlia del marò, bagnina professionista già da tre anni, ha avvertito telefonicamente gli zii che si sono tranquillizzati.

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