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Tra i tanti progetti che in questi ultimi dieci anni hanno animato l’offerta formativa del Liceo Pepe Calamo il gioco degli scacchi si annovera tra i progetti “storici”.

La prima proposta progettuale, finanziata con i fondi stanziati per le aree a rischio e relativa al Liceo Scientifico, risale infatti all’anno scolastico 2011/2012 e nasceva dalla consapevolezza di poter spendere la valenza educativa e formativa del gioco nella didattica della Matematica: partendo dalla considerazione che un problema di scacchi non è altro che un esercizio di matematica pura, le attività del progetto focalizzavano l’attenzione sul “problema di scacchi”, utilizzandolo per introdurre elementi di logica e sviluppare il pensiero laterale.

Il valore educativo degli scacchi è chiaro: considerati come simboli di un codice non verbale di comunicazione, consentono agli studenti di sviluppare competenze trasversali alle discipline curricolari in linea con gli obiettivi specifici di una scuola impegnata a “sostenere l’alunno nella progressiva conquista della sua autonomia di giudizio, di scelte e di assunzione di responsabilità”. Gli scacchi, configurandosi come un “duello ritualizzato”, permettono di educare l’alunno alla gestione della conflittualità attraverso la valorizzazione delle competenze proprie e altrui, in linea con le indicazioni relative alle competenze chiave di cittadinanza. Il rispetto delle regole e delle scelte dell’avversario, obiettivi fondamentali dell’apprendimento del gioco, si pongono come valori centrali dell’azione educativa e didattica con ricadute trasversali sul piano della formazione del carattere e della coscienza sociale.

La storia del progetto scacchi al Pepe è una storia che attraversa tutti gli anni scolastici, grazie alla passione e al lavoro di coordinamento del prof. Piero De Falco, arbitro regionale e giocatore dell’ASD scacchi di Brindisi, che ha saputo coinvolgere generazioni di studenti e studentesse. Ogni anno, durante le attività del progetto di Orientamento in ingresso, gli scacchi sono protagonisti anche itineranti, cioè portati nelle scuole medie del territorio fino al torneo conclusivo dell’open day durante il quale si cimentano liceali e aspiranti liceali.
A testimoniare l’interesse dei ragazzi verso il gioco degli scacchi ricordiamo lo spettacolo War isn’t a game, performance conclusiva del progetto “Pratica Strumento Musicale” nell’a.s.2013/2014: gli scacchi viventi, che indossavano le magliette realizzate dagli stessi studenti durante il laboratorio di disegno della settimana dello studente, animarono piazza della Libertà inscenando una partita a scacchi dove il bene vince sul male. Alle mosse del gioco si alternarono musica, canzoni e letture sul tema della pace, della non violenza e del ripudio della guerra. Fu un esempio di come la scuola possa davvero realizzare sinergie positive all’interno dell’offerta formativa e far convergere la propria azione formativa su attività inclusive e significative.

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E in questo anno scolastico 2019/2020 il gioco degli scacchi, pur spostandosi dai tradizionali laboratori al web, è stato protagonista di un evento di fine anno molto partecipato. Le potenzialità di questo percorso pedagogico basato sull’utilizzo del problema di scacchi come strumento polivalente per migliorare la capacità di problem solving hanno trovato conferma anche se svolte a distanza.
Il torneo online è stato aperto a tutti gli aspiranti scacchisti del Liceo Pepe Calamo e si è svolto il 4 giugno. Il prof. Piero De Falco ha guidato le attività utilizzando Vega 8 (un software specifico per arbitrare tornei di scacchi) e Google Meet per interagire con gli scacchisti. Ecco la classifica finale di questa emozionante giornata:
nelle semifinali Ernesto D’Amico ha vinto contro Vincenzo Carlucci e Manuel Tedesco ha vinto contro Davide Ciacciolo; nella Finale per l’oro Ernesto D’Amico ha vinto con Manuel Tedesco (Medaglia d’argento) e Davide Ciacciolo ha vinto il bronzo nella sfida per il terzo posto.

Durante il torneo il Dirigente scolastico prof. Francesco Dell’Atti ha seguito le diverse fasi e ha scambiato alcune battute di saluto con il consigliere federale FSI (Federazione scacchistica Italiana) prof. Marcello Perrone.
Non conosciamo la scuola come sarà da settembre, sappiamo, però, che attività come il gioco degli scacchi potranno rappresentare un momento di coesione, di potenziamento di competenze, di educazione alla cittadinanza sia a distanza sia in presenza.

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