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Ecco la posizione dell’Associazione “Hic et Nunc” di Ostuni in merito al futuro dell’ospedale cittadino.

Apprendere dai mezzi di stampa il ping pong fra la direzione generale della ASL e l’Amministrazione Comunale relativamente alle sorti dei reparti di ortopedia e chirurgia dell’ospedale di Ostuni, lascia alquanto esterrefatti.

Evidentemente non basta l’emergenza sanitaria in corso, una crisi economica senza precedenti, una tensione sociale crescente, per superare steccati un tempo comprensibili, ma, francamente oggi assolutamente inspiegabili. Si sta gestendo una pandemia mondiale con provvedimenti di urgenza giornalieri e non si riesce a trovare la quadra su una questione di così basso profilo.

Questa riflessione non vuole toccare i contenuti tecnici, lo lasciamo fare agli addetti ai lavori, ma esplorare il metodo, il come si arriva alle scelte, come si formano le decisioni, contestualizzando il momento. Appare paradossale come sia stato possibile, solo a pochi chilometri di distanza, a Cisternino, rendere funzionante in 20 giorni un presidio post covid, ovvero ancora realizzare in 10 giorni 200 nuovi posti letto permanenti negli spazi di Fiera Milano e qui in Ostuni, invece, si parla da anni di riprogrammazione dell’offerta sanitaria territoriale senza mai giungere ad una soluzione, senza sapere quale sarà la sorte del nostro ospedale e della “nuova” piastra mai ultimata, per finire a non riuscire a trovare il modo per affrontare scelte ben più semplici come quella di eseguire una banalissima ristrutturazione, finalizzata all’adeguamento normativo di due reparti.

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E’ evidente allora che il problema è nel metodo. E allora solo un‘esortazione. Basta con le prove di forza, la Comunità è confusa, vuole chiarezza, rapidità, trasparenza, lungimiranza. Che, banalmente, si costituisca subito un tavolo di lavoro e si affronti il tema, decidendo in poche ore, per poi pensare immediatamente al futuro, programmando quella che sarà l’offerta del nostro presidio, senza perdere ulteriore tempo, lavorando sin da subito per farci trovare pronti allorquando saranno disponibili le risorse del MES. Un invito quindi, accorato più che mai visto il momento storico che stiamo vivendo, basta con le contrapposizioni, sforziamoci per trovare la giusta ed equilibrata sintesi nelle scelte ed andiamo avanti.

 

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