Pubblicità
Farmacia Matarrese estate 2020 Ostuni
Pubblicità

L’Asl di Brindisi conferma la sua linea dura: impugnata al Tar di Lecce l’ordinanza del sindaco di Ostuni che ha disposto la riapertura dei reparti di chirurgia e ortopedia.

Spetterà così ai giudici del tribunale amministrativo regionale valutare la legittimità del provvedimento disposto dal primo cittadino, Guglielmo Cavallo, in qualità di massima autorità locale in ambito sanitario.
Sarà questo uno degli elementi giuridici che emergerà dalla difesa dall’Asl, che ha affidato l’incarico di tutelare l’ente in questa vicenda all’avvocato Antonio Leonardo Deramo del foro di Bari. Una linea già annunciata nei giorni scorsi dal direttore generale dell’asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone, che contestando la scelta di Cavallo, ne aveva chiesto un passo indietro, con la revoca dell’ordinanza. Immutata la posizione del sindaco: «Entro cinque giorni l’Asl deve riaprire i due reparti, almeno con posti di urgenza». Circostanza al momento non ancora avvenuta. Non è escluso che già domani il Tar di Lecce potrebbe emettere il primo dispositivo, per poter dare o meno seguito all’ordinanza del comune di Ostuni. Oggetto del contendere i lavori di restyling all’interno dei due reparti nell’ospedale della Città Bianca, che non prevedono – secondo l’indirizzo tecnico dell’asl – la possibilità di far coesistere le opere e le attività di ortopedia e chirurgia in uno dei due blocchi. Anche emanando quel provvedimento lo stesso sindaco ha sottolineato come sia fondamentale portare avanti i lavori, ma al contempo garantire, soprattutto in questa fase di prime aperture, alcuni posti letto.
Intanto, però, non sono mancate, proprio sugli interventi in atto nella struttura della Città Bianca anche altre polemiche in riferimento all’assenza da parte degli operai dei dispositivi di sicurezza, ad iniziare dalle mascherine di protezione, durante l’esecuzione dei lavori. Fotogrammi che testimonierebbero, in alcune fasi, il mancato rispetto delle misure previste in piena emergenza Coronavirus.
A denunciare l’accaduto anche l’ex assessore al turismo, oggi consigliere comunale del gruppo “Per Ostuni” Vittorio Carparelli: «Felici che i lavori siano andati avanti anche il primo maggio, ma siamo rammaricati per queste circostanze: operai senza dispositivi di protezione.  Sembrava di essere in un cantiere all’aperto in tempi non Covid. Purtroppo non è cosi». Il professionista sottolinea un altro aspetto. «Occorre vigilare e tutelare gli operai stessi, ma anche il personale sanitario e dei pazienti ricoverati nell’ospedale di Ostuni. E’ necessario –conclude Vittorio Carparelli- intervenire su questo fatto, sempre nel rispetto delle regole e delle misure previste in questa fase di emergenza».
Ulteriori elementi che si uniscono ad un’opera di riqualificazione dei due reparti che ha visto anche un duro confronto tra le forze politiche rappresentante in consiglio comunale ad Ostuni. Proteste nei confronti dell’Asl, ed in particolare contro il mancato accorpamento dei due reparti durante le attività di cantiere, si sono schierati oltre il sindaco con i gruppi di maggioranza, anche i movimenti dell’area civica-socialista, che hanno impugnato già in precedenza al Tar le disposizioni dell’asl di Brindisi. Anche il comune di Carovigno ha chiesto l’annullamento della chiusura dei reparti dell’ospedale di Ostuni. Provvedimenti con i quali si è anche avviato il trasferimento del personale negli ospedali di Brindisi e Francavilla Fontana.
Per il Partito Democratico di Ostuni invece, necessario dar seguito agli indirizzi tecnici dei vertici dell’azienda sanitaria brindisina, per completare in tempi ristretti queste opere. Secondo il crono programma, fissato dall’Asl il 20 aprile, entro il 31 maggio ci sarebbe stato il completamento dei lavori di chirurgia, con l’accorpamento dal primo giugno. Per ortopedia le date fissate invece sono: opere ultimate del reparto il 31 luglio, ed apertura nella nuova area dal primo agosto, con i due reparti che avrebbero acquistato anche in termini di spazio la propria autonomia operativa. Ora il primo pronunciamento del Tar di Lecce, dopo il ricorso dell’Asl contro l’ordinanza del sindaco, atteso per le prossime 24/48 ore, potrebbe mutare questi scenari.

POTRESTI ESSERTI PERSO...