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Ecco la nota del gruppo di opposizione con il Comitato Cittadino “Tutela diritto alla salute territorio Nord Brindisino”.

Il Comitato Cittadino “Tutela diritto alla salute territorio Nord Brindisino”, in persona del suo Presidente Giovanni Amati, unitamente ai Consiglieri Comunali Giuseppe Tanzarella, Andrea Pinto, Emilia Francioso, Angela Matarrese Adriano Zaccaria, Giovanni Parisi e Domenico Tanzarella tornano a farsi sentire esprimendo il proprio sgomento di fronte agli ultimi provvedimenti adottati dalla ASL BR/1 e riguardanti l’Ospedale di Ostuni. Purtroppo, in merito agli atti amministrativo-gestionali dell’Azienda Sanitaria, si è costretti ancora una volta a constatare come dietro ogni motivazione ufficiale se ne nasconda una di molto diverso e meno nobile tenore.

Gli ultimi blocchi dei ricoveri nei reparti di Chirurgia e Ortopedia, infatti, non sono altro che l’ennesimo tentativo di mortificare la nostra struttura ospedaliera, attraverso il silente tentativo di dequalificarla mediante la sottrazione delle sue migliori energie e professionalità. Così facendo, la ASL inferisce un altro pesante colpo ad un livello di assistenza sanitaria che nel nostro territorio è ai minimi storici, oltre che violativo degli standards che le stesse strutture qualificate come “Ospedali di base” dovrebbero possedere. Per giungere a queste conclusioni è bastato dare uno sguardo alla sequela di atti amministrativi (delibere, circolari, ordini di servizio, ecc.) che hanno accompagnato la decisione di bloccare i ricoveri nei predetti reparti, e la cui illegittimità è lampante.

Si è avuto modo, infatti, di constatare come le motivazioni fornite a sostegno delle scelte adottate e tradotte nei provvedimenti siano del tutto insussistenti, a partire dalla necessità di bloccare i ricoveri in virtù dell’ottemperanza alle misure regionali straordinarie in materia di COVID-19, sino alla nuova ragione giustificatrice data dall’emersione della necessità di svolgere lavori di manutenzione. Da un lato, infatti, basterebbe leggere l’ultima versione del Piano di Riordino Regionale in materia di misure anti-COVID, licenziato con delibera di Giunta Regionale n. 525 dell’8 aprile,  per rendersi conto che la struttura ospedaliera ostunese non ha alcuna attinenza con il ricovero di pazienti COVID, essendo in esso previsto che lo stesso mantenga la propria destinazione ordinaria, risultando, perciò, immotivato il blocco disposto dalla ASL con il proprio ordine di servizio.

Dall’altro, nondimeno, è facile constatare come priva di senso è la chiusura dei reparti sulla scorta della necessità di effettuazione di alcuni interventi di manutenzione. Infatti, i lavori sarebbero potuti essere effettuati mediante il temporaneo accorpamento dei reparti di Chirurgia e Ortopedia, operazione, peraltro, che era già stata posta in essere con un ordine di servizio della ASL emesso appena qualche giorno prima, il 21 marzo, e non si sa per quale motivo, successivamente, superata. Il dato si ricava proprio dall’ultima inattendibile rassicurazione che la riapertura dei reparti di Chirurgia e Ortopedia avverrà entro il primo giugno prossimo, in concomitanza con il termine di questi presunti interventi di restayling.

Sorge, infatti, sul punto, spontanea una domanda; “Se gli eventuali interventi riguardano sino al 31 maggio solo i locali del reparto chirurgia, perché chiudere per 40 giorni anche la validissima ortopedia? In disparte, perciò, l’effettivo rispetto delle tempistiche dei lavori non ancora iniziati, sulla cui evenienza si esprime legittimo scetticismo, è evidente, comunque, come il blocco dei due reparti sia illegittimo in quanto privo di una plausibile motivazione, essendo solo finalizzato a sottrarre personale al nostro ospedale, dequalificandolo ulteriormente, e causando un pericoloso abbassamento del già precario livello di assistenza sanitaria del nostro bacino d’utenza territoriale.

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Il Sindaco, perciò, avendone le facoltà, deve provvedere ad attivarsi in qualità di massima autorità sanitaria, così come ha fatto in questo periodo di lockdown, emanando un’ordinanza contingibile ed urgente che scongiuri il blocco di due reparti fondamentali del nostro Ospedale. Diversamente, non si mollerà la presa, ricorrendo al Tar, così come già fatto tre anni fa per il Piano di Riordino della Regione Puglia.

La video dichiarazione di Domenico Tanzarella

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