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Il presidente Cea: «Applichiamo le norme previste per l’emergenza, ma ci rifaremo»

L’emergenza Covid-19 non risparmia neanche Rosa Marina. Il noto villaggio turistico a due passi da Ostuni, buen retiro di tante famiglie baresi, a Pasqua si presenterà come forse nessuno lo ha visto mai in questo periodo: deserto. I Decreti del presidente del Consiglio dei ministri che vietano di trasferirsi o raggiungere le seconde case almeno per ora, saranno applicati, come è normale che sia, senza sconti. Il Consorzio che gestisce il villaggio sta dando il suo contributo perché non ci siano trasgressioni. Le sbarre agli ingressi della struttura saranno così tristemente abbassate proprio in un periodo che, tradizionalmente, rappresenta l’inizio della stagione dopo il letargo invernale.

«Abbiamo dato disposizioni chiarissime alla vigilanza del nostro villaggio – spiega il presidente Ninni Cea -. Sarà applicato alla lettera il decreto governativo che dispone le restrizioni. Potrà accedere, così come prevede il DPCM, solo chi risiede tutto l’anno, e le maestranze che, in base ai codici Ateco, devono entrare per svolgere lavori urgenti e indifferibili. Già da giorni controlliamo con scrupolo all’ingresso le autocertificazioni. E’ evidente che non rientra nelle mie facoltà vietare l’ingresso, ma pretendere il rispetto delle norme vigenti, sicuramente. In attesa che arrivino nuove disposizioni, purtroppo, non possiamo fare altrimenti. Un sacrificio necessario che va affrontato anche nell’interesse di chi viene a villeggiare qui e nel rispetto della tutela della salute».

Sarà una Pasqua molto diversa, insomma. «Non c’è dubbio – prosegue Cea con un pizzico di amarezza -. Non ricordo una stagione in cui i consorziati, me compreso, non hanno trascorso con i propri cari questi giorni festivi a Rosa Marina. Nella mia veste di presidente gli impegni non mancano, dai mandati di pagamento ai fornitori, solo per fare un esempio, la gestione non si ferma. Io e tutto il consiglio di amministrazione lo stiamo facendo anche a distanza come è giusto che sia, rispettando alla lettera le norme e offrendo il buon esempio».

Spiagge deserte, viali disabitati, nessuna grigliata all’aperto, nessun bambino in bici o che gioca a pallone. Difficile solo immaginare per Rosa Marina un inizio stagione così sottotono, sia pure per causa di forza maggiore. «Suo malgrado – aggiunge l’avvocato Cea -, e a causa dell’emergenza, Rosa Marina si trasformerà in questi giorni in un simbolo del periodo difficilissimo che il nostro Paese sta vivendo. Strano pensare che un punto di riferimento così importante per tante famiglie, numerosissime le baresi, sarà deserto. Un fatto eccezionale come quando qui è nevicato… Difficilmente ce ne dimenticheremo quanto tutto, spero presto, sarà finito».

Rosa Marina conta 1.500 ville circa, in estate la popolazione, tra villeggianti e ospiti, può arrivare a sfiorare le 10.000 persone. Risiedono stabilmente una quindicina di famiglie. «Le invidio tantissimo… – scherza Cea – dal momento che potranno vivere in tranquillità l’esplosione di colori e vegetazione tipica di questo periodo». Ma la Pasqua off-limits, non impedisce di guardare al futuro. «I nostri programmi per migliorare la qualità della vita nel villaggio si sono dovuti temporaneamente arenare, però siamo già pronti per la stagione estiva, auspicando un ammorbidimento delle limitazioni. Pazienza se questa Pasqua è andata così, ma l’interesse supremo della salute lo impone».

Inutile, dunque, raggiungere il villaggio anche perché oltre i controlli previsti su strada con le forze dell’ordine pronte a intervenire nel caso di violazione dei divieti vigenti, l’accesso al villaggio sarà rigorosamente controllato, fatta eccezione per i pochi residenti. Ma allora, come sarà l’estate 2020 a Rosa Marina? «Speriamo tutti che sarà come tante altre vissute sino ad oggi – conclude Cea -, più frizzante di quella trascorsa nel segno della rinascita. Sono sicuro che ne usciremo tutti a breve, ma prevedere l’imponderabile è impossibile»