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Ventiquattro tamponi negativi gli esiti dei risultati del test eseguito dal personale del pronto soccorso di Ostuni.

Ventiquattro tamponi negativi. Non si tratta di gente comune, ma di chi in prima linea da giorni è impegnato nel contrastare l’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus: sono infatti giunti ieri gli esiti dei risultati del test eseguito dal personale del pronto soccorso di Ostuni, ed a cui si erano sottoposti il primario Lello di Bari e 23 dei suoi collaboratori.

Circostanze determinate dal transito nell’ospedale della Città Bianca di diversi pazienti che hanno contratto il virus o di altre situazione sospette di cui al momento non è stata eventualmente comunicata la positività. L’assenza di nuovi casi, almeno in questa fase, nel punto di primo accesso sanitario, è una delle poche notizie liete di giornate, che sembrano tutte uguali, ormai in provincia di Brindisi, con la conta degli affetti da CoVid-19, e purtroppo anche delle persone decedute.

Le misure adottate dal blocco del pronto soccorso, così come dal personale di radiologia e del reparto di Pneumologia con i tamponi negativi, confermano un sistema di difesa e controllo che ancora regge nella Città Bianca. Un lavoro quotidiano infinito da parte dell’intera struttura di via Villafranca, dove non sono mancati anche i contagi nel personale sanitario. Al momento, però, si tratterebbe di casi isolati, come confermerebbero gli ultimi test a cui si è sottoposto l’equipe del primario Lello Di Bari.

Sanificazioni degli ambienti frequenti, stanza isolata per i pazienti che giungono con sintomatologie sospette: queste la direzione intrapresa dal pronto soccorso di Ostuni, soprattutto in vista dei prossimi giorni, in cui si attende il picco, anche in provincia di Brindisi.
Nella stessa struttura, però, in un altro padiglione, c’è stato un contagio. Un dipendente del servizio di prenotazioni Cup di Ostuni, infatti è risultato positivo al virus. La circostanza ha fatto riemergere le perplessità da parte delle organizzazioni sindacali in merito alle condizioni a cui sarebbero stati sottoposti i lavoratori per quel riguarda i dispositivi di protezione personale. L’immobile è stato chiuso intanto per avviare le opere di sanificazione degli spazi.

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«Il sindacato Cobas fin dall’inizio ha denunciato la palese insufficienza di dispositivi di protezione per i lavoratori della Sanitaservice, società di proprietà dell’Asl di Brindisi. Tanto tuonò che piovve. E’ di questi giorni l’accertato contagio di coronavirus di un impiegato di Sanitaservice. Altri suoi colleghi del Cup di Ostuni –attacca il segretario provinciale Roberto Aprile sembrano avere i caratteristici sintomi della malattia, forse contagiati anche loro». Un caso che non sarebbe isolato secondo il rappresentante del Cobas. «Sono innumerevoli in questi giorni gli episodi accaduti al Perrino e negli altri ospedali della Provincia di Brindisi dove è stata insufficiente la distribuzione dei dispositivi di protezione per tutto il mondo degli operatori della sanità. Poi la Regione Puglia nel suo piano per aumentare i posti letto per la emergenza Coronavirus si dimentica di Brindisi, con un Sindaco – conclude Aprile- costretto ad inseguire in quarantena da casa Emiliano per avere rassicurazioni di cambiamenti sulle decisioni già prese».

Intanto restano sempre d’attualità le difficoltà strutturali all’interno dell’ospedale della Città Bianca, così come aumentano le richieste al presidente Michele Emiliano di valutare provvedimenti ad hoc per il completamento della nuova piastra. «Non è possibile avere solo 16 posti di terapia intensiva rispetto ad una popolazione di 400.000 abitanti. In Ostuni bisogna ultimare nell’immediato la nuova ala ospedaliera che prevedeva 7 posti di terapia intensiva. Dobbiamo agire al più presto e non possiamo farci trovare impreparati – spiega il consigliere comunale del Pd Angelo Brescia, tecnico di radiologia impegnato in questi giorni nella Città Bianca- anche in previsione di un nuovo eventuale picco che ci potrebbe essere dopo la stagione estiva»

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