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Don Maurizio esprime rammarico per le possibili interpretazioni sbagliate che potrebbero derivare dal suo intervento e dalla lettura dell’articolo e coglie l’occasione per ringraziare ancora una volta in maniera pubblica gli abitanti di Santa Caterina.

Sabato scorso presso le officine tamborrino si è tenuto l’incontro di presentazione ufficiale della associazione Hic ed Nunc alla presenza di alcuni ospiti relatori tra cui don Maurizio Caliandro parroco della Parrocchia Santa famiglia in Ostuni.

Gli interventi sono stati sollecitati per offrire uno guardo sulla città come luogo vivibile per tutti, soprattutto per i giovani. Il parroco don Maurizio Caliandro, pur consapevole che è lo sguardo di una persona da poco ritornata nella sua città, ha constatato l’assenza da parte della chiesa cittadina di risposte adeguate ai bisogni della città e ha concluso concentrandosi su due argomenti: la passione e la speranza.

Due argomenti delicati che nei pochissimi minuti a sua disposizione non hanno potuto essere ampiamente espressi. Purtroppo sia la brevità del tempo a sua disposizione sia l’articolo riportato sul “Nuovo Quotidiano di Puglia”, non tenendo conto della interezza dell’intervento ed estrapolando le affermazioni, prestano il fianco a una errata interpretazione delle sue parole, lasciando intendere che il parroco sia contrario alla realizzazione della chiesa nel quartiere di Santa Caterina.

L’affermazione: “è anacronistico nel 2020 costruire chiese” senza l’affermazione che ne è seguita “se manca la passione” può lasciar intendere uno “strappo” con chi, invece, con paterna sollecitudine ha voluto tale comunità per il bene del quartiere e con chi sogna insieme con lui una nuova comunità e oltremodo lascia intendere la contrarietà verso tale realizzazione. Il parroco nella sua affermazione ha voluto dire che senza la passione che anima mente e cuore non è possibile costruire nulla. Tanto è che l’attenzione di questo periodo è proprio concentrata sulla formazione della comunità nel suo tessuto umano, spirituale e sociale, prima che nella edificazione dell’edificio. Non va dimenticato che il quartiere ultimamente si sta contraddistinguendo per la partecipazione attiva alla vita sociale e per la promozione di iniziative mirate alla qualificazione del territorio.

È vero che nel contesto odierno e sulla scia di alcune considerazioni di ecclesiologi “oggi non dovrebbero esistere più le parrocchie con i limiti territoriali, ma comunità a cui ti senti di appartenere in ragione della risposta che senti al tuo bisogno”, ma nel nostro caso la costruzione della chiesa, per la quale si nutre grande speranza, ecco il secondo tema affrontato dal parroco, non farà altro che incentivare tutto quanto il quartiere con i suoi abitanti stanno facendo. Certo non mancano le difficoltà, tra queste l’esistenza in situ del centro di raccolta, ma il dialogo con le istituzioni già disponibili a concedere il terreno per l’edificazione della parrocchia, farà in modo che tutto questo avvenga nei tempi più brevi possibili.

Don Maurizio esprime rammarico per le possibili interpretazioni sbagliate che potrebbero derivare dal suo intervento e dalla lettura dell’articolo e coglie l’occasione per ringraziare ancora una volta in maniera pubblica gli abitanti di Santa Caterina che con la loro audacia, il loro impegno e il loro entusiasmo, lo stanno sostenendo nel realizzare questo progetto. Passione e speranza per una quartiere a misura d’uomo.

Un augurio alla nascente associazione hic ed nunc perché possano essere risposta alle tante domande di senso che abitano il cuore dei cittadini e sollecitazione costante per la soluzione dei problemi che una città comporta e che interpella cittadini e istituzioni.
Un augurio e un grazie di cuore a tutti coloro che si prodigano per l’informazione