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Non sarà più previsto il servizio di “porta a porta” per le utenze domestiche, oltre 1,5 chilometri dal centro abitato.

Dodici postazioni mobili dislocate lungo tutte le provinciali e presidiate dalle 6:30 alle 11:30. Sono queste strutture l’asse portante del nuovo sistema di raccolta rifiuti nelle campagne di Ostuni, partito ieri. Non sarà più previsto il servizio di “porta a porta” per le utenze domestiche, oltre 1,5 chilometri dal centro abitato.

Nelle aree rurali i cittadini dovranno conferire umido, vetro, indifferenziato, plastiche, pile e farmaci scaduti direttamente nei centri mobili, che secondo un calendario settimanale, si alterneranno in diversi punti del territorio della Città Bianca. Isole mobili che saranno posizionate anche ad oltre 10 chilometri dal centro abitato, come nelle contrade più interne della Valle d’Itria ai confini tra Martina Franca e Cisternino. Postazioni che saranno comunque presenti anche lungo le provinciali per Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e sulle strade verso la costa, in particolare Rosa Marina e Torre Pozzelle.

Domenica, a Galante c’è stato  un primo confronto su come sarà eseguito il servizio, nelle aree più periferiche. Tra i presenti gli assessori all’ambiente ed alle contrade Paolo Pinna e Giuseppe Corona ed i consiglieri di opposizione Andrea Pinto e Angela Matarrese.  Polemica tra l’assessore Pinna ed il consigliere Pinto.

«Ho voluto personalmente ascoltare i residenti delle varie contrade Galante, Mezzoprete, Sottoilmonte, Chiobbica e Cavallerizza: gente, duole dirlo, troppo spesso dimenticata dall’amministrazione e che è costretta ora, con questo nuovo piano attuato, a percorrere anche dieci chilometri per poter giungere alle unità di raccolta mobili dalle contrade più distanti. Mi risulta altrettanto difficoltoso, purtroppo, capire come l’amministrazione non riesca a trovare una soluzione adeguata al problema, con dei punti di raccolta fissa ai quali è possibile avere accesso solo se si risulti residenti».

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Così il rappresentante dell’opposizione che attacca poi la maggioranza di centrodestra: «Le contrade e le zone rurali vanno considerate una risorsa per il nostro territorio, non solo durante la campagna elettorale. Occorre prendere quanto prima provvedimenti in merito, di concerto con gli appaltatori del servizio. Otto anni fa fu l’allora amministrazione a garantire nelle aree rurali del territorio Ostunese il servizio di raccolta rifiuti. Oggi ci troviamo di fronte ad un’Amministrazione che a causa dei tagli alle spese del settore, crea esclusivamente notevoli disagi. L’opposizione – conclude il capogruppo di “Tanzarella per Ostuni” non lascerà soli questi residenti, etichettati come cittadini “di serie B”».

Dall’amministrazione, replica il rappresentante della giunta del sindaco Guglielmo Cavallo con delega all’ambiente. «Noi non ci siamo mai sottratti al confronto ed è per questo che abbiamo voluto domenica incontrare i residenti della zona. E’ un progetto che proviene dal passato, dal 2018: non è vero che non c’è stata informazione. E’ stato pubblicizzato sul sito del comune, e ci sono stati discussioni sul tema anche nei consigli comunali». Poi Pinna entra nel merito di quella che sarà la valutazione in queste prime settimane.

«Abbiamo pensato, ancor prima che venisse detto da qualche consigliere, a delle stazioni fisse, da affiancare o in sostituzione di quelle mobili, per far si che i cittadini possano aver il minor disagio possibile per il conferimento. Valuteremo le eventuali criticità, e quindi di conseguenza interverremo». L’assessore all’ambiente sottolinea un altro aspetto. «L’amministrazione ha tutto l’interesse affinchè questa modalità di raccolta funzioni.  Se ci sarà possibilità di ridurre la Tari, ben vengano queste soluzioni. Abbiamo dei costi elevatissimi di smaltimento, disposti dalla Regione, che ci obbliga a trasferire il rifiuto organico e indifferenziato in destinazione diverse,  con prezzi di conferimento notevoli, a differenza del passato, quasi triplicati».

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