Ancora problemi legati alla salubrità dell’Isola Ecologica di Ostuni, cittadini sul piede di guerra in contrada Santa Caterina.

Diverse richieste alle forze dell’ordine ieri mattina da parte dei residenti della Zona Artigianale di Ostuni: i cittadini lamentano nuove situazioni di pericolo per l’intero quartiere a ridosso dell’isola ecologica.

«Anche ieri mattina movimentazioni pericolose, perdita di percolato ed odore nauseanti. Senza provvedimenti faremo un nuovo esposto alla magistratura». Il comitato di Santa Caterina annuncia nuove iniziative, anche alle autorità, all’indomani del presunto nuovo sversamento di eluato a ridosso dell’isola ecologica, situata nella zona artigianale di Ostuni. La sequenza di rifiuti tra un mezzo ed un altro ha alzato nuovamente il livello di guardia, nelle proteste da parte degli abitanti della zona. Ieri mattina, ad essere spostati attraverso dei tir non dell’azienda che gestisce la raccolta rifiuti nella Città Bianca, ma di una ditta esterna, alcuni rifiuti ingombranti tra televisori e frigoriferi. Manovre avvenute all’esterno dell’isola ecologica, con –secondo i residenti- pericoli anche per la sicurezza dei mezzi e dei pedoni.

«Movimentazioni che costantemente  vengono effettuate al di fuori del centro di raccolta mettendo a serio rischio l’ incolumità dei residenti, esercenti e  i numerosi utenti che quotidianamente si recano  nel centro dei rifiuti. È inaccettabile che questo avvenga a ridosso delle abitazioni». Così dal comitato di quartiere di Santa Caterina, con i rappresentanti che sottolineano un altro aspetto. «Ieri mattina per l’ ennesima volta abbiamo allertato le autorità competenti: in assenza dei dovuti provvedimenti ci costringeranno  a fare un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. Purtroppo dopo le varie segnalazioni fatte all’ amministrazione siamo dispiaciuti che gli uffici preposti non riescono ad espletare la propria funzione di sorveglianza e esecuzione del contratto e ribadiamo ancora una volta all’ assessore al ramo e all’ amministrazione tutta che il centro di raccolta comunale dei rifiuti – concludono dal Comitato di quartiere- non è idoneo alla funzione deputata , per mancanza degli spazi necessari, la mancanza di una rete idrica e fognaria e sopratutto perché ubicato in pieno centro abitato».

Magistratura che già nel dicembre scorso dispose un sequestro preventivo dell’intera isola ecologica, al termine di una serie di controlli che fecero emergere delle irregolarità nella gestione del sito. Verifiche effettuate da parte dei carabinieri del Noe di Lecce. Superate le prescrizioni, e quindi avviata una bonifica delle parti interessate dal provvedimento del tribunale di Brindisi, gli stessi giudici firmarono il dissequestro.

 

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