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Proteste e mobilitazione ad Ostuni contro il progetto dell’amministrazione che intende realizzare un nuovo centro di raccolta rifiuti all’interno di un immobile, di proprietà del comune, che si trova nel settore A della zona industriale a poche decine di metri dalla bretella per Villanova.

«Non vogliamo un’isola ecologica nella zona industriale. Comprendiamo le problematiche dei residenti di S. Caterina, ma la soluzione non può essere la creazione dello stesso disagio e la riproposizione dei medesimi problemi in un’altra zona in cui insistono tante abitazioni». Proteste e mobilitazione ad Ostuni contro il progetto dell’amministrazione che intende realizzare un nuovo centro di raccolta rifiuti all’interno di un immobile, di proprietà del comune, che si trova nel settore A della zona industriale a poche decine di metri dalla bretella per Villanova.

Nei giorni scorsi è stato costituito un comitato per chiedere un incontro pubblico con il sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo finalizzato a manifestare le ragioni del dissenso da parte di residenti e operatori commerciali della maggiore area produttiva della Città Bianca.
Solo pochi giorni fa l’assessore all’ambiente del comune di Ostuni Paolo Pinna aveva presentato al Forum della Società Civile il progetto candidato ad un bando regionale, con l’obiettivo di intercettare le risorse per creare il secondo centro di raccolta rifiuti all’interno del territorio ostunese, individuando come sito, quello confiscato da diversi anni alla criminalità nella zona industriale.

Tra gli obiettivi quello di ridurre il sovraccarico che soprattutto nel periodo estivo avviene nel centro di contrada S. Caterina, recentemente sequestrato dalla magistratura, a causa della presenza di violazioni nella gestione dell’isola ecologica durante alcuni controlli del Noe, dopo le segnalazioni dei residenti. Ottemperate le prescrizioni, la struttura della zona artigianale è stata dissequestrata, nei giorni scorsi.

Ora però, la possibile realizzazione di un nuovo sito per la raccolta e stoccaggio temporaneo dei rifiuti, in particolare organico e indifferenziato, ha già creato diversi malumori. «Siamo indignati per non essere stati minimamente coinvolti in una scelta così importante che riguarda la salute pubblica e, nondimeno, gli investimenti che, con i sacrifici di una vita – spiegano dal comitato della zona industriale- abbiamo fatto in questa area densamente popolosa». Diverse le contestazioni, anche dal punto di vista della viabilità nei confronti della soluzione ipotizzata dal comune di Ostuni.

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«Il progetto individua l’ingresso e l’uscita del centro in prossimità di una curva, con conseguente scarsa visibilità che non consentirebbe il transito in sicurezza degli autoveicoli che accederebbero al centro di raccolta, in particolar modo durante il periodo estivo quando quel tratto di strada è ad alta densità di traffico. Senza contare gli odori sgradevoli che il sito sicuramente emanerebbe». Ma sarebbero anche altre le criticità evidenziate dal comitato.

«Il problema maggiore resta comunque l’inevitabile incremento dei livelli di inquinamento in questa zona già fortemente penalizzata dalla presenza di numerose industrie, attività artigianali di ogni tipo ed anche del deposito degli automezzi in dotazione all’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti che, soprattutto in estate, vengono parcheggiati con il carico dei rifiuti raccolti. Questo provoca – spiegano i residenti- come accaduto anche all’interno dell’isola ecologica della zona artigianale, la fuoriuscita di liquami e l’esalazione di odori nauseanti, nonché la presenza ingente di insetti e ratti».

Il comitato della zona industriale ritiene anche che ci potrebbe essere «un’ulteriore svalutazione degli immobili che la realizzazione del centro di raccolta dei rifiuti causerebbe inevitabilmente. Un valore degli immobili è già fortemente penalizzato dal degrado in cui, purtroppo, versa tutta la zona industriale a causa della mancanza di interventi relativi alla manutenzione e alla pulizia delle strade».

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