I lavori infiniti della nuova ala. L’assenza di personale. Il rischio del taglio di alcuni servizi. Sono stati questi alcuni dei temi, in merito all’ospedale di Ostuni.

I lavori infiniti della nuova ala. L’assenza di personale. Il rischio del taglio di alcuni servizi. Sono stati questi alcuni dei temi, in merito all’ospedale di Ostuni, affrontati durante il consiglio comunale monotematico di ieri, alla presenza del direttore generale dell’Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone.

«Non vogliamo chiudere l’ospedale di Ostuni: è un’idea condivisa anche dal presidente Michele Emiliano. La piastra deve essere completata: questa è la nostra volontà, perché la struttura non può rimanere così. C’è uno studio di fattibilità –spiega Pasqualone- servono oltre 9 milioni. La delibera è stata mandata in regione. La politica ci aiuti in questa direzione, non si fermi nei consigli comunali, ma apra un confronto con gli uffici tecnici regionali e ministeriali per una soluzione al finanziamento».

Il direttore generale precisa sulla questione personale e su altre opere infrastrutturali interne. «Entro fine marzo potremo completare i lavori al secondo piano e dare i posti che spettano a Pneuomologia. Per il servizio cardiologia, il 16 gennaio si chiude la fase concorsuale: attendiamo fiduciosi l’esito». Ma dal consiglio comunale, critiche nei confronti delle scelte fatte nell’ultimo periodo.

«Non siamo numeri, siamo cittadini: percepiamo un disagio enorme. La regione deve cambiare registro: destinare più fondi alla sanità. La questione “Piastra” è uno scandalo. Secondo me non c’è la prospettiva di completare. Grave anche la carenza di personale. I ritardi dei concorsi –afferma il sindaco Guglielmo Cavallo- rischiano di pregiudicare la vita delle persone».

Anche il Pd reclama risposte certe in tempi brevi per il futuro della struttura. «Non è pensabile avere un territorio vasto come il nostro privo di una sanità adeguata alle richieste. Continuiamo a perdere pezzi: riteniamo che la regione Puglia e la direzione generale dell’Asl di Brindisi vogliano ulteriormente ridimensionare la nostra struttura, portandola da “ospedale di base”a Pta. La forza della politica deve essere quello di evitare tutto ciò. Come Partito Democratico –spiega il consigliere comunale Angelo Brescia- metteremo in campo tutte le nostre attività affinchè il nostro territorio sia dotato di una sanità efficiente. Siamo pronti a far sentire la nostra voce tanto a Roma con il governo, quanto a Bari in regione».

Centrodestra compatto nel fare emergere le diverse criticità. «Le promesse del 2017 non sono state mantenute –dichiara il consigliere Elio Spennati, del gruppo “Per Ostuni”- stiamo peggio di prima. Ci state portando alla chiusura del nostro ospedale». Dalla stessa lista, il consigliere Giovanbattista Farina chiede all’Asl di Brindisi«almeno due cardiologi e due anestesisti per dare un servizio adeguato all’utenza». Sui lavori della nuova piastra interviene il consigliere di Direzione Italia Francesco Semerano: «Il primo stanziamento per la nuova piastra è stato fatto dalla giunta Fitto, così come l’indicazione di una struttura di primo livello. Oggi ci ritroviamo una struttura fatiscente: si fa fatica a parlare di un ospedale per le attuali condizioni. L’auspicio è al più presto che chi a livello regionale ha procurato questo disastro possa andare via quanto prima».

Attacco politico, al centrosinistra da parte dell’esponente della Lega Ernesto Camassa. «La prima risposta alle tante richieste dei cittadini è che la giunta regionale del presidente Michele Emiliano vada a casa. Insieme a lui tutti i dirigenti che si occupano di sanità, anche i vertici dell’Asl di Brindisi. Hanno dimostrato incompetenza. Le strategie del governatore Emiliano sono di chiudere l’ospedale nella nostra città». Giuseppe Bagnulo, consigliere di Forza Italia, sottolinea un altro aspetto: «Da un lato si è creato dei centri di eccellenza, in alcune zone c’è stata la desertificazione, come appunto Ostuni: la nostra è una struttura che va a sfinimento».