Ostuni Ospedale
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Lavori per la nuova ala dell’ospedale di Ostuni: l’opposizione socialista in consiglio comunale presenta un esposto alla Corte dei Conti per il ritardo nel completamento dell’opera, iniziata nel 2007.

Alla vigilia del consiglio monotematico, di ieri, sul futuro della struttura ospedaliera nella Città Bianca i sette rappresentanti dell’opposizione hanno annunciato l’iniziativa di rivolgersi alla magistratura contabile. Già questa mattina l’istanza sarà presentata a Bari.

A sottoscrivere il documento i consiglieri: Domenico Tanzarella, Angela Matarrese, Andrea Pinto, Emilia Francioso, Giovanni Parisi, Adriano Zaccaria, Giuseppe Tanzarella. In conferenza stampa gli esponenti dell’opposizione hanno illustrato le motivazioni del voler investire la Corte dei Conti per i lavori non ancora ultimati della nuova piastra. «Nel 2004, in seguito ad un accordo di programma, è stato acceso un finanziamento ex art. 20 della, normativa in tema di edilizia sanitaria, per la progettazione di un ampliamento del nosocomio ostunese.

Il progetto è stato finanziato per oltre tre milioni di euro. I relativi lavori sono stati aggiudicati e partiti nel 2007. Un anno dopo – si legge nell’esposto- ha destinato alla Asl ulteriori 1,7 milioni di euro in seguito alla quale il progetto è stato oggetto di una variante». Questi elementi sono riscontrabili –secondo i consiglieri- dalla lettura del Pal (Piano Attuativo Locale) della Asl del 2009, strumento programmatorio-gestionale che ha la funzione di distribuire i posti letto destinati dalle Aziende Sanitarie Locali. «Per l’ospedale di Ostuni, destinatario dell’ampliamento, il termine lavori era fissato per la fine 2011. Circostanza mai riscontrata. Da circa un anno –poi attaccano i sette consiglieri comunali d’opposizione- il direttore generale della Asl Br sostiene, inspiegabilmente, che occorrono ulteriori 8 milioni di euro per il completamento dell’opera».

Di qui il ricorso alla magistratura contabile. «Sorgono spontanei gli interrogativi in ordine alla spropositata lievitazione di un programma finanziario di un’opera, ad oggi ancora incompiuta, che, dalla situazione illustrata dal direttore generale, ha determinato una quasi triplicazione della spesa necessaria alla sua ultimazione, passando dagli iniziali circa 5 milioni di euro peraltro, già spesi, agli oltre 12 attuali. Ma ciò che è più grave è la schizofrenica attività amministrativa posta in essere dagli enti ed organi deputati all’amministrazione della sanità pugliese e brindisina, rea di aver pianificato un ampliamento di un ospedale, spendendo l’ingente quantità di denaro pubblico, salvo, in corso d’opera, temporeggiare o, comunque, omettere di dare compimento ad un’opera che, allo stato attuale, alcuna ragione confacente ai principi di buona amministrazione imporrebbe di lasciare nello stato in cui si trova».

Istanze contenute nell’esposto in cui si chiede l’apertura di un’indagine da parte della magistratura contabile, per accertare «se la gestione del procedimento relativo alla progettazione ed all’esecuzione dei lavori relativi alla realizzazione della nuova piastra dell’ospedale di Ostuni abbia comportato spreco di denaro pubblico in spregio alle norme di efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione».

L’ex sindaco Tanzarella annuncia anche un’altra iniziativa. «La vicenda è abbastanza fumosa. Non escludiamo neanche di rivolgerci alla Procura della Repubblica per profili penali. E’ giusto che i cittadini sappiano come vengano spesi i soldi pubblici. Tutto questo è iniziato oltre 9 anni fa, quando l’ultima giunta Vendola approvò un piano di rientro e la chiusura di Ostetricia e Ginecologia fatta con un “trucco”, dividendo gli ospedali di Ostuni e Fasano, per privilegiare quest’ultimi. Con l’esposto alla Corte dei Conti,intanto, vogliamo lanciare un messaggio chiaro: finisce questa fase di accondiscenda nei confronti di comportamenti –conclude il rappresentante dell’area socialista- che noi riteniamo assolutamente ingiustificati».

Qui il video della conferenza