«Si all’estensione ai piccoli soggiorni delle case vacanze. No, invece, al pagamento nei mesi da gennaio a marzo dell’imposta». Continua a far discutere la bozza di revisione della tassa di soggiorno nel comune di Ostuni.

Pierangelo Argentieri, presidente di Federalberghi Brindisi condivide in parte le scelte che l’amministrazione della Città Bianca intende approvare nel consiglio comunale di martedì prossimo. Una revisione ad un regolamento istituito nel 2012, e leggermente modificato nel 2013.

Nella Città Bianca ad oggi esistono tre fasce di prezzo giornaliere a persona: 2 euro per chi soggiorna in hotel e villaggi 4 e 5 stelle; 1,5 euro per strutture e residenze turistiche 3 stelle; 1 euro per b&b, alberghi a 2 stelle, campeggi, affittacamere. Sono previste esenzioni per minori con età inferiore a 12 anni, portatori di handicap non autosufficienti e per coloro i quali effettuano terapie riabilitative. Da quanto emerso nelle ultime ore sono previste alcune variazioni che riguarderanno il periodo di pagamento dell’imposta.

Ad oggi la tassa di soggiorno ad Ostuni si paga al 50% da ottobre a dicembre e viene esclusa nei primi tre mesi dell’anno. E sono questi due dei fronti di maggior confronto nelle ultime ore: il comune ha ipotizzato la tariffazione completa al 100% nei tre mesi conclusivi di ogni singolo anno, e l’introduzione della tassa di soggiorno anche nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. A fronte di ciò ci sarà uno sconto per i gruppi che supereranno le 16 persone, le gite scolastiche non pagheranno il tributo e l’attivazione d un conto corrente esclusivo, dedicato solo alla tassa di soggiorno, a differenza di quanto avveniva in passato.

«Una rimodulazione può andar bene, se la condizione diventa equa e progressiva –afferma Argentieri- siamo in fase di definizione dei dettagli. Non escludo che domani ci possa essere un incontro prima del consiglio comunale». Restano le perplessità sull’estensione nei mesi dove oggi non è previsto il pagamento. «Non siamo d’accordo, non ha senso. Voglio ricordare che è una tassa di scopo, e non un bancomat per tappare i buchi, ma va usata per individuare e delineare una strategia. In più occasioni ci siamo chiesti se Ostuni deve diventare una destinazione da volumi di massa,o un posto con certe caratteristiche? Restiamo in attesa- spiega il presidente di Federalberghi- di alcuni chiarimenti. Ritengo che vadano rafforzati i controlli, esteso a tutti il pagamento, e poi tracciare un primo bilancio, per poi discutere in maniera collegiale. Si dovrebbe soprassedere per quest’anno all’introduzione da gennaio a marzo».

Dagli operatori, poi, arriva l’invito al comune ad avviare una fase di confronto permanente, sul tema, ed in particolare a rafforzare i controlli contro gli affitti in nero e tutte quelle strutture, inesistenti al fisco, e che creano una concorrenza sleale a chi fa della legalità, anche fiscale, un punto di forza delle propria impresa. «La nostra priorità rimane l’attenzione che ci deve essere contro le strutture ricettive che lavorano in nero. Ormai gli strumenti informatici permettono di effettuare controlli in questi ambiti. C’è un sommerso che va fronteggiato. Bene l’introduzione della tassa sugli affitti brevi».

Intanto sulle strategie turistiche da avviare nella Città Bianca Alessandro Semerano,segretario provinciale di Federalberghi, nei giorni scorsi aveva sottolineato alcuni aspetti. «Bene la collaborazione avviata in queste settimane su diversi aspetti con l’amministrazione e con il sindaco. Forse, ritengo, che il primo cittadino, che oggi detiene le deleghe al turismo, potrebbe assegnarle a qualche consigliere comunale -spiega Semerano- per avere un punto di riferimento e di confronto continuo. Il sindaco non può occuparsi di tutto».

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