Parco giochi fuori uso. Manufatti abusivi in stato di abbandono. «Non abbiamo neanche una fontana pubblica. Altro che porto».

Un futuro da riscrivere, con un investimento di 10 milioni di euro per la nuova area portuale; una realtà però difficile, con tante incertezze, e degrado. E’ la doppia faccia di un borgo, quello di Villanova, che attende risposte ormai da anni. Ed alle porte un mese di agosto, dove la previsione dei flussi turistici, tra proprietari di seconde case e vacanzieri, è quella degli anni migliori. Protestano i residenti. Cercano una soluzione gli operatori del settore. Ma anche un confronto, costruttivo, con la nuova amministrazione della Città Bianca.

In alcuni casi –lamentano i residenti- mancherebbero servizi essenziali: da un numero maggiore di porta cestini, alla fontana, fino anche all’assenza di bagni pubblici, e piccole attrattive. E tra queste, nei giorni scorsi è emersa la problematica del parco giochi in via Petrolla, a poche decine di metri dal molo grande di Villanova e dalla sede della Lega Navale.

L’area per i più piccoli, realizzata nel 2015, attualmente è stata transennata dalla Polizia Municipale di Ostuni. «Pericolo. Giochi guasti. Vietato usarli». E’ questo l’avviso presente, che impedisce così l’accesso alla zona. Problematiche presunte alla sicurezza del posizionamento dei giochi, in un tratto in leggera curva, ed è stato ipotizzato anche un’installazione delle attrezzature da verificare.

«E’ un problema che sicuramente va risolto in tempi brevi – dichiara Agostino Carparelli presidente della Lega Navale di Ostuni- per offrire a residenti e turisti una possibilità di divertimento e svago per i bambini. Confidiamo nella nuova amministrazione con la quale abbiamo già avviato un confronto per iniziative volte alla riqualificazione di Villanova. Il borgo ha un potenziale enorme: occorre valorizzarlo sempre di più. Stessa cosa va fatta per Camerini». Parco giochi in disuso, ma non solo. A poche decine di metri dall’area transennata, c’è un manufatto di proprietà privata, ritenuto abusivo dagli uffici comunali, e per il quale si è in attesa di una definizione giuridica.

Al momento però- reclamano i residenti- occorrerebbe interventi di messa in sicurezza, per superare situazioni di pericolo, ma anche degrado, con lo stabile in legno, in cui è presente da mesi un’impalcatura temporanea. Non il migliore biglietto da visita, anche per chi giunge nel porticciolo solo per poche ore. «Non conosco nello specifico questa situazione. Sono convinto, però, che con il dialogo già avviato con questa e la precedente amministrazione si potrà raggiunge una sinergia tale –afferma Agostino Carparelli- da calibrare gli interventi nell’interesse del borgo, dei residenti e dei turisti. L’esempio da seguire è quello di Torre Canne e Savelletri: dobbiamo recuperare il tempo perso. I primi segnali di collaborazione con il sindaco Guglielmo Cavallo sono positivi».

Ma diversi operatori, in attesa della definizione del progetto del nuovo porto, per il quale al momento è in corso di valutazione l’iter al Ministero dell’ambiente, reclamano anche regole certe in questa fase transitoria, per l’utilizzo degli scivoli pubblici per le imbarcazioni.

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