Nuovo allarme lanciato dall’associazione Libero Comitato Anti-Xylella, sul batterio killer degli ulivi, che sta mettendo in pericolo anche il futuro della piana dei monumentali.

«Siamo stati lasciati soli: ora il neo sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo si faccia carico, quanto prima della questione xylella». Nuovo allarme lanciato dall’associazione Libero Comitato Anti-Xylella, sul batterio killer degli ulivi, che sta mettendo in pericolo anche il futuro della piana dei monumentali. «La nostra associazione ed il suo volontariato non bastano, per fare informazione e formazione: continuiamo a chiedere a tutte le istituzioni e associazioni di categoria di agire in rete per coordinare interventi e proposte concrete per tentare di salvare quel che è rimasto dell’olivicoltura pugliese». Così Carmela Riccardi, portavoce del Libero Comitato, che da quasi un anno ha aperto uno sportello informativo nella Città Bianca e sta cercando con il Gal Alto Salento ed il parco Dune Costiere, di sensibilizzare sui diversi ambiti del problema xylella.

«La cosa ancora più allarmante è che gli espianti di alberi certificati infetti quasi un anno fa, in una zona che non si capisce bene se è “zona infetta”, “zona ex-contenimento”, “zona contenimento” o cos’altro, vengano eseguiti in ritardo e “malamente”. Ricordiamo –attacca Carmela Riccardi- che ad Ostuni ci sono alberi dichiarati infetti che non sono stati ancora eradicati. Ed i “sovrainnesti” di cultivar resistenti per tentare di salvare la Piana degli Olivi Monumentali e l’intero paesaggio rurale storico della Puglia, aspettano ancora qualche segnale serio per definire il quadro delle regole istituzionali e le procedure tecniche».

Ritardi che avrebbe conseguenze anche dal punto di vista tecnico: di qui le critiche dell’associazione ostunese all’intero sistema di gestione a livello regionale della questione xylella. «Tra passerelle varie e promesse non mantenute, è stato perso un anno, e non si può avere certezza che saremo pronti per il prossimo, sapendo che il periodo ottimale per gli innesti cade tra aprile e maggio. Non viene gestita l’emergenza e –sottolinea Carmela Riccardi-non esistono piani e progetti per il futuro dell’olivicotura e per l’intero territorio. Ma tutto tace».

Poi l’invito per l’immediato futuro. «Le responsabilità sono molteplici, non solo della politica e delle istituzioni, ma ciascuno si faccia un esame di coscienza e provi a pensare al bene comune. La nostra associazione continua ad essere presente ed attiva nella battaglia alla xylella».

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