Sorgerà nella zona artigianale, con ogni probabilità a poche decine di metri dall’isola ecologica, una nuova chiesa nella Città Bianca.

La parrocchia, come già annunciato dalla diocesi di Brindisi e Ostuni, si chiamerà “Santa Famiglia”. Si alla realizzazione dell’opera anche da parte della neo amministrazione comunale.

In attesa della sua edificazione, la sede provvisoria sarà all’interno del convento di Villa Specchia lungo la provinciale per Carovigno. Già individuato il sacerdote, Don Maurizio Caliadro, a cui sarà affidata la cura pastorale. «Avendo considerato l’espansione edilizia della città di Ostuni ai due lati della ss16 per Carovigno, per provvedere al bene spirituale dei fedeli che vi abitano ha deciso di istituire una nuova parrocchia sotto il titolo di “Santa Famiglia”».

Queste le motivazioni che hanno portato il vescovo Mons. Domenico Caliandro, a ritenere necessario l’avvio, di un complesso iter, per il quale non è stato ancora definito l’arco temporale, per avviare le opere e completare il cantiere. Individuato, invece, il terreno, di proprietà del comune di Ostuni, quasi confinante con il centro di raccolta. Le risorse economiche per la realizzazione economica saranno a carico della Chiesa.

Nella parrocchia “Santa Famiglia” convoglieranno tutte residenze che si trovano tra le contrade S. Caterina e Scopinaro. Centinaia di famiglie che ormai da anni popolano questa area periferica, in immobili, in gran parte nati come uffici, e poi trasformati in uso residenziale. Resta solo la circostanza di un luogo di culto che potrebbe sorgere a pochi metri dall’isola ecologica, con le eventuali preclusioni che potrebbe nascere per la coesistenza tra le due attività.

Contatti, seppur informali, intanto, sono stati già avviati tra la Diocesi e l’amministrazione comunale, come confermato anche dal sindaco della Città Bianca Guglielmo Cavallo. «Si c’è la volontà della Diocesi e del Vescovo, che ho incontrato oltre una settimana, fa di edificare una nuova chiesa in un’area già individuata del comune».

Un ‘ipotesi, così, che torna d’attualità dopo che già nel recente passato era stato approcciato l’iter per la sua costruzione. Nella primavera del 2015, infatti, quando la prima maggioranza di centrodestra stava verificando le condizioni per il recupero della zona di S. Caterina venne avanzata questa proposta. In particolare in quei mesi, l’approvazione della delibera del consiglio comunale di Ostuni per il cambio di destinazione d’uso degli immobili, da uffici a residenziali, con i voti del Partito Democratico e dell’allora maggioranza Coppola, aprì la possibilità di mutare il volto alla zona. Divergenze politiche stopparono l’avvio dell’iter.

«Non è mai stata portata in consiglio comunale né con la prima giunta né con il terzo esecutivo di centrodestra. Ora ritengo che possa essere presa in considerazione dall’assise cittadina questa possibilità, per essere approvata. Dobbiamo però- spiega Cavallo- valutare il progetto complessivo con i tecnici della diocesi. C’è da parte nostra la volontà di rendere quella zona un quartiere a tutti gli effetti, anche con la realizzazione di luogo di culto, aggregazione e socialità».

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