consorzio di Rosa Marina
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La notizia esplode fra i consorziati a poche settimane dal rinnovo del consiglio di amministrazione e dei revisori dei conti: “Faremo ricorso”.

“Le strade di Rosa Marina sono pubbliche”, dice una sentenza del Tribunale di Brindisi. Mandando così in fumo decenni di storia, e soprattutto la natura privatistica di quelle villette sul mare blu di Ostuni. La notizia esplode fra i consorziati a poche settimane dal rinnovo del consiglio di amministrazione e dei revisori dei conti. Ma la decisione presa dal Got del tribunale, in realtà, è relativa ad altro: nasce da “una citazione di un consorziato contro il consorzio – si legge sulla pagina Facebook ‘ Rosa Marina nel cuore’, che ricostruisce la vicenda – tesa a ottenere la servitù di passaggio dai suoli esterni e adiacenti a Rosa Marina. Di sua proprietà, con l’intento di realizzare una lottizzazione”.

C’è chi fa notare che quell’ipotesi di espansione è contraria a quanto messo nero su bianco all’articolo 1 dello statuto del consorzio – “Il perimetro del villaggio è assolutamente immodificabile e intangibile. Non è pertanto consentita alcuna forma di aggregazione e/ o annessione al villaggio di immobili ricadenti fuori dei confini attuali” – c’è chi chiama in causa il regolamento di applicazione dello statuto che evidenzia come le strade interne al villaggio ” sono di uso comune a tutti i consorziati”.

La decisione del giudice stride con quanto deciso a febbraio 2019: le strade, i parcheggi e pure la macchia mediterranea che si estende lungo la spiaggia sono stati acquistati dal consorzio, per rispondere “al sentimento dei consorziati di conservazione e tutela dell’ambiente naturale e di acquisizione delle urbanizzazioni primarie che costituiscono il tessuto connettivo del villaggio”. È tutto privato, quindi, strade comprese.

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“Le sentenze non si discutono, ma si impugnano – dice il presidente del consorzio, Francesco Paolo De Mattia – si andrà in appello, l’avevamo già previsto non appena uscita la sentenza”. Anche perché quanto deciso dal giudice sembra essere una contraddizione in termini: mentre si acconsente alla servitù di passaggio per il ricorrente fino a raggiungere il varco di accesso alla sua proprietà – e quindi si ammette che quell’area è privata – si afferma che le strade di Rosa Marina sono pubbliche”.

da RepubblicaBari.it

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