«Pago da 13 anni un servizio che non ho mai ricevuto: non passano mai a ritirare i rifiuti dalla mia zona. Basta non avranno più i miei soldi». E’ questo lo sfogo di una cittadina inglese, proprietaria di una dimora di campagna tra Ostuni e Carovigno, nel territorio della Città bianca.

Innamorata del paesaggio e della tranquillità della zona, la sessantacinquenne, nei primi anni del 2000, aveva investito in questa porzione della Valle D’Itria, convinta di trovare relax e quella normalità, quasi impossibile nelle grandi metropoli Europee. Ma non tutto nel corso di questi anni, è andato come lei si immaginava.

«Non sono più disposta a pagare per qualcosa che non ho ricevuto per tutti questi anni, senza contare il fatto che, nonostante le ripetute richieste non ho ancora ricevuto un bidone, di piccola o media misura, a cui avevo diritto, per la raccolta differenziata. Nulla di tutto questo in 13 anni: è assurdo e inaccettabile». Non una semplice protesta la sua: ma la voglia di denunciare un disservizio, che soprattutto in alcune aree di campagne è stato più volte contestato, non solo dagli stranieri che hanno acquistato nel territorio di Ostuni, ma anche dagli stessi residenti di lungo corso della città.

«Quindi, da quest’anno ho deciso di non pagare più le 140 euro dovute per la Tari. Sicuramente devono capire che è ingiusto addebitare ai cittadini un servizio che in realtà non hanno mai ricevuto». Se si tratterà di una decisione momentanea, dovuta dall’amarezza della realtà, lo si scoprirà solo nei prossimi mesi, quando inizieranno a giungere a tutti i proprietari gli avvisi di pagamento per il servizio.

La proprietaria inglese, racconta, intanto, un altro episodio, a testimoniare un disagio, vissuto in prima persona nel recente passato. «L’estate scorsa sono stata a Ostuni per 4 mesi ed ho avuto serie difficoltà nella gestione e per il deposito della spazzatura, rischiando anche paradossalmente di incorrere in qualche assurda sanzione per colpe che non sono certamente mie. Continuo a reclamare un bidoncino, ma le mie richieste vengono sempre ignorate. Sono davvero stanca di questa situazione».

Una denuncia, che al momento, fa emergere la donna, non metterebbe a repentaglio la sua decisione di continuare a ritenere Ostuni, la sua seconda città. Resta, però, un’amarezza di fondo, per una realtà che mai avrebbe immaginato, quando oltre 15 anni fa decise di investire in questo territorio. L’incanto per il paesaggio e per la natura incontaminata nel territorio della Città Bianca–secondo la sua esperienza- non sono stati completamente commisurati alla qualità dei servizi ricevuti in alcuni settori, come da lei denunciato, soprattutto nella raccolta rifiuti.

Nel corso degli anni, su questo fronte, più volte sono state avanzate soluzioni diverse per ovviare alle lacune dovute ad un servizio, per le campagne, ritenuto non sempre all’altezza delle richieste dei cittadini. Disagi nella raccolta, ma anche scarso senso civico di molti residenti o turisti di passaggio, che hanno creato reiterate situazioni di abbandono dei rifiuti in diverse aree della campagna ostunese.

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