L’on. penta-stellato interviene sul nosocomio della Città Bianca e sul reparto di cardiologia, scrivendo al ministro della salute Grillo.

È paradossale osservare come la ASL Brindisi da un lato si stia prodigando per il completamento della nuova piastra dell’ospedale di Ostuni che, al modico prezzo di quasi 10 milioni di euro, consentirebbe non solo un adeguamento strutturale ma anche, come indicato nelle delibere recente approvate dalla stessa ASL, un ampliamento di servizi e posti letto ospedalieri, mentre dall’altro lato continui a depauperare lo stesso nosocomio delle risorse minime e indispensabili a un suo regolare funzionamento, in spregio alle basilari esigenze di cura della popolazione.

Il de-potenziamento del servizio di Cardiologia rappresenta un ulteriore fendente nell’accanimento su un presidio ospedaliero che, probabilmente, qualcuno ha deciso di sacrificare sull’altare di un servizio sanitario regionale in macerie con costi sempre maggiori e inefficienze diffuse. De-potenziamento che inciderà anche sugli altri servizi e reparti di degenza dell’ospedale non consentendo a questi di poter svolgere adeguatamente la loro funzione.

Viene quindi spontaneo domandarsi: ma se hanno (ahimè) deciso di chiudere l’ospedale di Ostuni, perché consumare denaro pubblico per ampliare una struttura che si sta facendo morire lentamente?

Qualcuno ci farà notare che il nuovo ospedale di Fasano – Monopoli è già in fase di realizzazione e che presto aprirà i battenti risolvendo definitivamente i problemi sanitari del nostro territorio.  Certo! Le stesse identiche cose che ci dicevano quando hanno iniziato a costruire la nuova ala dell’ospedale di Ostuni il cui scheletro è oggi lì a ricordarci la celerità e l’eccellenza dei lavori pubblici nel nostro Paese. E così tra carte bollate, appalti, sub-appalti, varianti di progetto e quant’altro, si costringe sempre più i cittadini a migrazioni sanitarie con conseguenti disagi e aggravi di spesa anche per la Regione.

Per quanto la problematica sia di competenza regionale, ho deciso di portare la questione anche all’attenzione del Ministro della Salute Giulia Grillo, attraverso un’interrogazione parlamentare con la quale si chiede un intervento su tale situazione, sulle emergenze legate soprattutto ad una carenza di organico che rende molto difficoltosa l’operatività di medici e personale sanitario dell’ospedale di Ostuni, a tutela dei diritti di cura, costituzionalmente tutelati, della popolazione del mio territorio.

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