Con il 68,5% di raccolta differenziata prodotta nel 2017, Ostuni si aggiudica per la terza volta la menzione di “Comune Riciclone”.

Per il terzo anno di fila, Legambiente riconosce alla Città bianca il Premio “Comuni Ricicloni Puglia”. La cerimonia, svoltasi a Bari nella mattinata di oggi, venerdì 14 dicembre, all’interno della sala convegni dell’Hotel Palace, ha reso merito ai cinquantacinque enti comunali che quest’anno si aggiudicano il Premio, destinato a quelle amministrazioni che, oltre ad aver superato il 65% di raccolta differenziata, hanno anche contenuto la produzione pro capite di secco residuo al di sotto dei 75 kg/anno/abitante.

A fare gli onori di casa, il presidente di Legambiente Francesco Tarantini e il sindaco di Bari Antonio Decaro, affiancati da Giovanni Francesco Stea, assessore regionale all’ambiente, da Fiorenza Pascasio, sindaco di Bitetto, comune che si aggiudica il riconoscimento di Comune Rifiuti Free, assieme agli altri tre centri pugliesi di Bitritto, Faggiano, Roseto Valfortore.

Ventinove i Comuni che ricevono il Premio di Seconda Categoria, ventidue quelli cui va la menzione speciale Teniamoli d’occhio e sette quelli che ricevono la menzione speciale Start up. Restano trentacinque Gli Indifferenti, ossia quei Comuni che nel 2017 non hanno raggiunto la soglia del 10% di raccolta differenziata, a dispetto dei quali si vede salire la percentuale complessiva regionale di RD, che raggiunge il 50,7%.

Giunta quest’anno alla sua XI edizione, l’iniziativa premia le amministrazioni comunali più virtuose nella gestione sostenibile dei rifiuti. A rappresentare il Comune di Ostuni, il sindaco Gianfranco Coppola e l’assessore all’ecologia e all’ambiente Luigi Nacci, entrambi felici dell’ottimo risultato raggiunto nella produzione di rifiuti differenziati da parte della cittadinanza.

«Organizziamo ogni anno insieme con Legambiente questo ambito premio – dichiara Antonio Decaro, sindaco di Bari e Presidente dell’ANCI – che stimola una sana competizione tra le amministrazioni comunali pugliesi. Scalare le classifiche non è semplice, educare i cittadini a fare la raccolta differenziata significa imporre loro di mantenere in casa o nella propria attività la spazzatura da riciclare. Una prassi che sicuramente aiuta a diventare cittadini consapevoli e coinvolti nell’attuazione delle misure di conferimento e smaltimento oggi vigenti».

«Sono estremamente grato ai miei concittadini – ha dichiarato il sindaco Coppola – perché continuano a credere che un mondo più pulito sia possibile. Un ringraziamento speciale va agli uffici competenti, al Dirigente Federico Ciraci e agli operatori dell’ATI Gial Plast/Bianco igiene, società preposta alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Colgo l’occasione per ricordare che continua da parte

dell’amministrazione comunale la lotta all’abbandono indiscriminato di rifiuti con l’ausilio delle video trappole e l’impegno dei Vigili Urbani. Infine vorrei riconoscere il merito dell’operazione anche al servizio svolto dal NOAC – nucleo operatori ambientali a cavallo, responsabile di un progetto ambientale di informazione e controllo del territorio e alla Securitas, sempre solerte nel riposizionare, dove occorrono, le telecamere mobili».

«Con l’adozione del nuovo Regolamento per la gestione dei rifiuti – ha spiegato l’assessore Nacci – il Comune di Ostuni si prefigge l’obiettivo di azzerare, o quasi, la produzione di rifiuti. Il lavoro che l’amministrazione sta portando avanti è quello di rientrare nella classifica dei Comuni Ricicloni “Rifiuti Free”,. Gli uffici stanno lavorando alacremente sulla sensibilizzazione della cittadinanza alle tematiche ambientali, grazie anche al supporto reso di quelle associazioni ecologiste ostunesi che hanno offerto il proprio contributo in maniera spontanea e gratuita. Crediamo fortemente nell’impegno dei cittadini attivi e virtuosi, pronti a diventare sentinelle dell’igiene urbana, contrastando l’abbandono selvaggio di rifiuti e coadiuvando il lavoro degli agenti di Polizia Municipale, tanto nel centro abitato, che nelle campagne».

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