In una nota gli psicologi ostunesi intervengono sull’Immigrazione e Sicurezza, l’ impatto sui territori D.L. n. 113/2018. Riceviamo e pubblichiamo la loro nota.

Come cittadini e come psicologi pugliesi e italiani, non possiamo rimanere inerti di fronte all’ingiustizia e alle crudeltà che si perpetrano quotidianamente sulla pelle degli ultimi, per iniziativa di chi detta leggi inique e con il silenzio complice di chi non vi si oppone con forza.

Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla quotidiana barbarie verso persone che hanno l’unica colpa di essere disperate, fragili, indifese e quindi facile obiettivo di una politica xenofoba, bisognosa di individuare un capro espiatorio per i mali che affliggono il nostro Paese. La nostra scelta personale e professionale è stata ed è quella di prenderci cura del disagio e delle sofferenze umane. Per questo, non possiamo e non vogliamo far finta di nulla dinanzi ai corpi torturati di un’umanità che bussa alle porte e per cui l’opinione pubblica sembra assolutamente desensibilizzata.

“Restiamo umani” non è solo un incitamento verso l’Altro: è soprattutto un richiamo disperato al rischio della disumanità che cova dentro noi stessi. L’attuazione del recente cosiddetto “Decreto per la sicurezza” si prefigura come l’ennesimo passo che renderà questo rischio concreto e purtroppo irreversibile. Tanti nostri colleghi che lavorano sul territorio denunciano quotidianamente situazioni drammatiche. I beneficiari di Protezione Umanitaria (tra cui soggetti vulnerabili come madri sole con bimbi, persone con problemi fisici e psicologici e altre fragilità) finora ospitati presso i Centri di Accoglienza, “grazie” a questo decreto-legge non potranno più essere inseriti in progetti SPRAR e dovranno lasciare tempestivamente i Centri di Accoglienza Straordinaria non appena ritirato il permesso di soggiorno. Tanti di loro sono neo maggiorenni e saranno costretti a vivere per strada, senza nessun servizio di integrazione, come poter studiare la lingua italiana o avere assistenza psicologica. Questi servizi, fondamentali ad una vera integrazione e sicurezza, sono banditi dal nuovo Decreto Legge.

Alcuni verranno letteralmente gettati per strada: donne già traumatizzate per l’inferno che hanno attraversato, bambini in stato di disagio, malati e impauriti, abbandonati a se stessi. Sta già accadendo! Le strade si riempiranno di persone disperate, facili vittime della delinquenza e della violenza razzista. E tutto questo paradossalmente sarà utilizzato da chi ha formulato la legge per confermare l’esistenza di un “problema di ordine pubblico”. Un problema che gli stessi governanti, con queste scelte normative, stanno creando.

Ci interroghiamo sulla schizofrenia della legge che, se da una parte intende colpire il caporalato e le forme di sfruttamento verso i migranti, dall’altra li perseguita annientando i loro diritti e calpestando la loro dignità di esseri umani. La Regione Puglia vive in prima linea il dramma dell’accoglienza e da anni lavora per costruire speranza e integrazione, in una terra che conosce bene i drammi della migrazione e della discriminazione.

Come psicologi spesso partecipiamo a progetti e dibattiti, anche nelle scuole, per promuovere l’integrazione e l’inclusione in diversi settori della vita civile. A questo tipo di mentalità cerchiamo di educare i giovani, anche in un’ottica di prevenzione di disagi e conflitti futuri. Ma il messaggio che arriva ai ragazzi attraverso le scelte politiche come quelle del “Decreto sicurezza” è palesemente in contrasto con gli obiettivi che tentiamo di perseguire. Un messaggio che esalta la negazione dei diritti dell’altro, il disconoscimento della sofferenza altrui, la distruzione del rispetto delle differenze, della solidarietà, della curiosità per altre culture.

Ecco perché sosteniamo e incoraggiamo tutte le iniziative che vedono il nostro Ordine prendere pubblicamente posizione su questo tema drammatico, per trovare forme adeguate a mantenere integro il senso del nostro lavoro a favore di chi soffre! Vogliamo continuare a sentirci rappresentati in modo chiaro e forte da una istituzione che si fa portavoce della nostra ribellione civile verso chi semina odio nei confronti dei deboli, a chi aggiunge sofferenza a chi già soffre”.

Moltissimi minori e neo-maggiorenni che avevano già avuto un permesso di soggiorno umanitario non potranno rinnovarlo, e – se ancora non avranno raggiunto i requisiti per la sua conversione in un permesso di lavoro (cosa difficilissima in questi tempi di crisi economica per tutti, ma anche di discriminazione nell’accesso a lavori stabili soprattutto per i giovani non italiani) – e se avranno superato i 18 anni anche solo di un giorno, saranno di fatto, anche in questo caso, dei nuovi irregolari.

A fronte dell’assenza di accordi di rimpatrio con quasi tutti i loro Paesi di origine, questi ragazzi diventeranno giovani adulti marginalizzati, potenziali vittime di tratta e sfruttamento, individui soli che avranno invano, per anni, frequentato la scuola, fatto tirocini, costruito relazioni, contribuito allo sviluppo culturale, sociale e anche economico delle nostre città. In nome di tutto questo chiediamo con forza a chi ha il potere di farlo di intervenire nel percorso di conversione del decreto-legge immigrazione e sicurezza pubblica. Chiediamo di modificare in maniera sostanziale tutte le previsioni che rischiano di comportare l’irregolarità delle persone presenti sul territorio, anche se entrate come minori soli non accompagnati, e che quindi vanificherebbero il percorso, così fragile ma preziosissimo, che in Puglia, come in altre città d’Italia, è stato costruito con l’impegno di tante persone e che tanta ricchezza ha già donato alle nostre società.

Questo decreto mette in atto delle procedure che vanno contro ogni diritto alla persona e noi abbiamo degli esempi della nostra quotidianità che lo dimostrano: da almeno una settimana ci sono molte persone lasciate sole poiché i Centri di Accoglienza Straordinaria in cui si recano le persone che hanno ottenuto la Protezione Umanitaria, che non è più contemplata dal DL sicurezza, saranno messe alla porta. Tutte queste persone vulnerabili, donne, bambini e ragazzi minorenni saranno lasciate a loro stesse senza alcuna tutela per la loro salute e per i loro diritti e saranno lasciate in strada: questa situazione non porterà assolutamente maggiore sicurezza, quindi non solo nuocerà ai diritti dei migranti, ma nuocerà anche a noi.

Con il DL sicurezza verrà cancellato anche il permesso di soggiorno per motivi umanitari, che aveva durata di due anni e che consentiva il diritto al lavoro e alla salute: questo è inaccettabile! Verranno tolti una serie di diritti fondamentali e tutto questo non sarà una cosa positiva nemmeno per noi. Se verrà tolto il diritto alla salute, per fare un esempio, il migrante che ha una malattia contagiosa e non può essere curato, inevitabilmente potrebbe contagiare tutte le persone con le quali verrà a contatto.

Le persone che giungono in Italia sono persone che soffrono, portatrici di disagi psicologici, sintomi post traumatici, che hanno perso dei familiari, spesso vittime di tortura, di cui portano i segni visibili e crediamo e ribadiamo a gran voce l’importanza della loro presa in carico.

La Puglia è sempre stata vista come una Terra accogliente, ma di questi tempi notiamo che anche qui il vento sta cambiando e si respira un clima di odio, come un po’ in tutta Italia.
Vogliamo unirci, come persone a come categoria professionale, per dire NO al DL sicurezza.
Chiediamo quindi al Sindaco di respingere il Decreto sicurezza, come già fatto in molti Comuni italiani, e di dichiarare Ostuni città dell’accoglienza.

Ci uniamo alle dichiarazioni del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, all’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia cui chiediamo sostegno, a tutti i colleghi che in questi giorni hanno spontaneamente unito le loro riflessioni per giungere ad un programma di azione condiviso!

Gli psicologi di Puglia sono con i migranti.
Gli psicologi di Ostuni sono con i migranti.

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