L’emergenza Xylella nella Piana degli ultimi monumentali al centro delle audizioni che hanno avuto luogo nella seduta congiunta della I e IV commissione, presieduta da Fabiano Amati e Donato Pentassuglia.

Sono stati ascoltati i Sindaci dei Comuni della Valle d‘Itria, i rappresentati degli enti locali oltre che delle associazioni professionali (Confagricoltura, Coldiretti, Copagri, etc), dei vivai e dei frantoi.

Tutti gli intervenuti hanno lamentato sostanzialmente una mancanza di linee guida omogenee per la gestione dell’emergenza Xylella che ha portato, partendo dal Salento dove la prima segnalazione risale al febbraio 2013, ad un ampliamento progressivo dell’infezione fino ad arrivare in ultimo a toccare la Valle d’Itria. Di qui una serie di richieste per una maggiore chiarezza (supportata da basi scientifiche) in ordine alla gestione del batterio, con un monitoraggio costante, un ricorso più sistematico all’eradicazione delle piante infette, eventualmente anche con ordinanza sindacale accompagnata da procedure di ristoro rapide.

Invocate, tra l’altro, una legge speciale, la istituzione di una task force e di centri informativi nei territori interessati per favorire le indispensabili buone pratiche, dato che è stato lamentata la carenza di un’informazione istituzionale adeguata. L’eradicazione deve riguardare anche, laddove riscontrata l’infezione, gli ulivi secolari (per i quali allo stato attuale è prevista una deroga), con la eventuale previsione di un’autorità unica appositamente preposta. Indispensabile, quindi, una concertazione sistematica Puglia-Roma-Bruxelles che deve vedere il Presidente della Regione impegnato in prima battuta.

Particolarmente delicata la situazione di frantoi che vede su 1360 impianti operativi in tutta la regione, 500 in zone infette e 150 nella fascia cuscinetto, con una produzione olearia pesantemente ridotta e il rischio chiusura alle porte.

Il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Gianluca Nardone ha sottolineato che a seguito di disposizioni comunitarie la demarcazione delle zone controllate è stata ampliata. Al fine di evitare che, a seguito di questo potessero rimanere delle aree scoperte, la Regione ha proseguito il monitoraggio su tutti i territori interessati. Per quanto riguarda i dati più recenti sono emerse complessivamente 144 piante infette di cui 9 monumentali.

Nello scorso anno le piante infette sono state 3800 di cui 3100 abbattute. Nardone ha ribadito che la Regione applica le decisioni comunitarie. In merito agli ulivi monumentali ha precisato che quelli infetti vanno abbattuti. Per quelli presenti nelle zone cuscinetto è possibile fare delle analisi ed eventualmente incappucciarli. Un’eventuale alternativa potrebbe essere, previa scelta politica, quella dell’innesto sull’albero per prendere tempo, fermo rimanendo che rimane sempre infetto.

L’utilizzo di fitofarmaci ha luogo attraverso la taratura dei macchinari e, quindi, in condizioni di sicurezza. In merito alle risorse chieste dei Comuni il dirigente del Dipartimento Agricoltura ha fatto presente che la Regione ha messo a disposizione per tutte le attività inerenti la gestione dell’infezione 7 milioni all’anno, attingendo dal bilancio autonomo e che c’è la possibilità di chiedere un rimborso all’Unione europea. Un grosso problema persiste per la carenza degli organici lamentata dai Comuni: servono agronomi da utilizzare come ispettori fitosanitari. Sono state attivate delle procedure di mobilità che hanno dato, tuttavia, scarsi risultati. Il dirigente regionale Giuseppe Tedeschi ha precisato che per l’eradicamento coatto vengono dati 20 giorni di tempo al proprietario, che può provvedere autonomamente con diritto al risarcimento. Diversamente provvede l’Arif. Fino ad ora sono stati pagati i ristori relativi al 2016, 2017 e all’anno corrente.

Gli auditi hanno espresso anche parere positivo rispetto a una bozza di mozione presentata da Domenico Damascelli in ordine alla grave crisi conseguente alle gelate di fine febbraio scorso che hanno procurato danni ingentissimi alle colture agricole, con effetti devastanti sull’olivocoltura. Il documento impegna la Giunta regionale ad avviare velocemente provvedimenti per reperire risorse straordinarie per il settore; a intervenire a livello ministeriale per il riconoscimento dello stato di calamità naturale; a sollecitare il Governo centrale a stanziare le somme necessarie a ridare liquidità alle imprese per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva; ad attivare ammortizzatori sociali a favore di chi ha perso il posto di lavoro.

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