Stop ai lavori al Pilone: intesa per una sospensione “tecnica” tra gli enti interessati alla realizzazione dell’impianto fognario sul litorale nord della Città bianca.

In questi giorni sarà messo in sicurezza il cantiere: entro mercoledì 18 luglio. Da questa data, almeno fino al 17 settembre prossimo, per venire incontro alle esigenze di bagnanti e turisti, ci sarà l’interruzione delle opere.

Nelle scorse ore c’è stato un sopralluogo da parte dell’assessore ai lavori pubblici del comune di Ostuni Francesco Palmisano per coordinare queste fasi. Da domani fino alle prossime 48 ore dovrebbero esserci interventi di messa in sicurezza del cantiere (sostituzione recinzione, chiusura scavo) ed asfalto sulle strade via del Procaccia e Della Torre.

Uno stop che si è reso necessario soprattutto in questo avvio di stagione turistica, con la spiaggia del Pilone che quotidianamente da un lato è affollata di gente, dall’altro ha visto un “cantiere” in perenne movimento per uno degli ultimi step del progetto. Una coesistenza, praticamente impossibile negli ultimi giorni: le calde temperature hanno riempito uno dei tratti liberi da sempre più frequentati del litorale della Città bianca.

Un’interruzione momentanea, da settembre si dovrebbe avviare la fase finale dell’impianto. Nei giorni scorsi non era mancate le polemiche in riferimento allo scarico in mare delle acque di aggottamento: lavori realizzati durante il giorno e sotto gli occhi attenti dei componenti del comitato di salvaguardia della spiaggia del Pilone, e di altri residenti che da anni protestano contro la realizzazione dell’opera su quel tratto del litorale. Operai a lavoro anche di notte.

Una vicenda, comunque, che nei mesi scorsi ha visto anche l’interessamento della Commissione Ambiente Senato per verificare ogni procedura in atto e la possibilità di individuare una nuova area per ospitare impianto. Scartata l’ ipotesi del sito alternativo proposto dal consorzio del Pilone. Alle istanze giunte da comune di Ostuni, cittadini ed altri organi istituzionali che si erano interessati alla vicenda, Aqp aveva più volte sottolineato che

«Le opere realizzate consentiranno di fornire a tutte le abitazioni del comprensorio una moderna fognatura dinamica. Sarà un impianto di sollevamento fognario completamente interrato e del tipo “chiuso e compatto”. La variante progettuale, messa a punto da Aqp e approvata dalle autorità competenti per venire incontro alle esigenze del territorio rappresenta la soluzione più adeguata sotto il profilo ambientale, tecnico, gestionale ed economico».

Durante la scorsa primavera, poi, rilievi amministrativi erano emersi in merito alle autorizzazioni per gli scavi ed alla gestione delle acque di aggottamento, con il superamento dei limiti previsti per legge. Non erano comunque emerse fonti di inquinamento.

Dopo l’intervento della Capitaneria di Porto, impresa appaltatrice e Aqp avevano provveduto a fornire documentazione richieste e controdeduzioni a quanto emerso in questa fase dell’indagine. Scarichi in mare che sono stati oggetto anche delle proteste degli ultimi giorni tra i bagnanti fino alla decisione della sospensione temporanea dei lavori.

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