Il sindacato Nuova Ascoti scrive una polemica lettera al direttore generale Giuseppe Pasqualone sui recenti trasferimenti

Spostare due medici ortopedici dall’unità complessa di Brindisi e da quella semplice di Ostuni all’ospedale di Francavilla Fontana è una mossa sbagliata, mette in crisi due reparti strategici, espone i medici ad errori e a burnout, ed il risultato del non ascolto da parte della Asl dell’allarme lanciato a dicembre 2017 sulla carenza di personale medico nei presidi ospedalieri della provincia.

Michele SaccomannoNon ricorre a mezzi termini Michele Saccomanno (sindaco di Torre Santa Susanna ma anche ortopedico), presidente della Nuova Ascoti, sindacato dei medici ortopedici traumatologi italiani, in una lettera di protesta indirizzata al direttore generale in proroga dell’Azienda sanitaria locale di Brindisi, Giuseppe Pasqualone. Ridurre i già provati organici degli ospedali di Brindisi e Ostuni per risolvere il problema al Camberlingo di Francavilla Fontana non fa che aprire nuove criticità.

Brindisi – Perrino è l’unico reparto di ortopedia del territorio dove si svolge guardaia attiva 24 ore su 24 e dove giungono tutte le urgenze e i politraumatizzati. Ostuni dispone dell’unico reparto di ortopedia sulla costa nord dove nella stagione estiva la richiesta di prestazioni deve essere valutata sull’aumento esponenziale dei potenziali utenti, legato alle presenze turistiche.

“Alla luce di quanto sinteticamente riportato appare incomprensibile il motivo per cui questa Asl con il provvedimento di mobilità verso l’Uoc di Francavilla Fontana di ben due medici uno da Brindisi ed uno Ostuni, voglia sguarnire e scardinare il precario equilibrio che consente a questi due reparti di Ortopedia di continuare a lavorare in maniera soddisfacente come avvenuto fino ad ora”, scrive Saccomanno nella sua lettera a Pasqualone.

“Come innanzi detto, si ribadisce che necessita tenere nella dovuta considerazione che la ormai imminente prossima stagione estiva vedrà quasi triplicare la popolazione vacanziera sul litorale brindisino, il che avrà come conseguenza un inevitabile aumento delle richieste di prestazioni ortopediche per l’UO di Ostuni cosi come quella di Brindisi: urgenze, consulenze e ricoveri anche da parte di utenza non locale. In tale prospettiva occorre provvedere ad un’offerta sanitaria puntuale e professionale posta in essere da personale medico che non sia oberato da turni e carichi di lavoro già accresciuti dl periodo estivo ed aggravati a seguito della sottrazione di unità mediche destinate ad altra UO chiamata a gestire meno accessi di utenza”.

Personale medico ridotto all’osso, uguale aumento del rischio, rileva Saccomanno: “E’ facile comprendere come una tale situazione aumenterebbe notevolmente il rischio di errore e burnout (esito patologico dell’esaurimento da lavoro in risposta ad uno stress emotivo continuato e persistente) per i medici, rischio che si traduce altresì in possibili contenziosi medico-legali, accompagnati da articoli di stampa relativi a malasanità, ed ormai sempre più spesso anche mala-organizzazione sanitaria, che vanno sempre e comunque a ledere l’immagine dell’Asl da Lei diretta, inficiando anche il sacrificio e la professionalità di tutto il personale che svolge con dedizione il proprio dovere”.

La conclusione: “Alla luce di quanto esposto resta ancora incomprensibile il motivo per cui questa Asl non cerchi di affrontare seriamente e concretamente una situazione così gravosa per i medici ortopedici e così rischiosa per la scarsa qualità del servizio che si rischia di offrire all’utenza, cercando soluzioni tampone che creano più disagio e pericolo del problema che si vorrebbe risolvere”. Ora si attende la risposta.

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