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Il sacerdote Giovanni Apollinare Flore nell’incontro dei sacerdoti del 18 giugno u.s., con la presidenza del Vicario Generale della Diocesi è stato rielette per un altro quinquennio come Vicario Foraneo della città di Ostuni.

Don Giovanni ha svolto questo servizio dal 2013 al 2018 ed ora si appresta a continuare lo stesso servizio: vivere la comunione presbiterale, il coordinamento della pastorale sul territorio e il raccordo tra la Città e la Diocesi. Inoltre essere segno di unità ecclesiale con i presbiteri, le comunità parrocchiali della città e l’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni Mons. Domenico Caliandro.

Don Giovanni ha compiuto gli studi di teologia nel Pontificio Seminario Teologico Pio XII a Siena tra fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80. E’ stato Educatore nel Seminario minore diocesano in Ostuni, segretario dell’Arcivescovo di Brindisi mons. Settimio Todisco, Assistente diocesano dell’Azione Cattolica Ragazzi prima e poi Assistente Unitario dell’AC, in tutto 20 anni. E’ stato parroco nella Chiesa Madre di San Pancrazio Salentino, parroco di San Lorenza da Brindisi al rione Sant’Elia in Brindisi, parroco dell’Annunziata in Ostuni e da circa due anni parroco del Santi Medici in Ostuni. Ha prestato altri servizi diocesani tra gli Organismi di partecipazione.

Don Giovanni Apollinare riconfermato Vicario Foraneo della Città di Ostuni

1) Quale compito ha il Vicario foraneo nella città ?
E’ il servizio alla comunione ecclesiale tra i sacerdoti e le parrocchie, e il coordinamento alla vita pastorale della città, insieme al servizio di alcuni atti burocratici interni circa il rispetto della liturgia e la custodia di quanto le comunità parrocchiali possiedono.

2) C’è uno specifico che ti prefiggi in questo servizio?
Non c’è una mia azione ma quella della Chiesa e la stretta collaborazione con i sacerdoti della città e i laici del Consiglio Pastorale Vicariale. Gli obiettivi per me si realizzano nella mia comunità parrocchiale che è legata alle altre comunità. Se c’è una sottolineatura, che è anche desiderio dei miei confratelli sacerdoti, è offrire un servizio di carità più rispondente alle esigenze dei poveri della nostra città (vedi la mensa Caritas per avere locali più grandi e più idonei e insistere per altri servizi di attenzione alle fasce deboli della città). Anche la collaborazione con le Autorità locali sempre nel giusto rispetto dei ruoli istituzionali, ma in dialogo per il bene del territorio.

3) La nostra città dal tuo osservatorio di cosa ha necessità?
Negli incontri vicariali dei presbiteri emerge continuamente l’attenzione al territorio. Il documento venuto fuori il 13 giugno u.s., come riflessione del Consiglio Pastorale Vicariale, esprime alcune criticità in ordine alla salute dei cittadini, la vivibilità sul territorio, lo stile dell’accoglienza, la promozione culturale e la crescita globale del territorio, lo stile di vita della convivenza di noi cittadini, il rispetto dell’ambiente. Ostuni ha potenzialità che a volte nemmeno noi conosciamo appieno. Le viviamo, respiriamo e godiamo, senza avere rispetto, custodia e tutelo; spesso l’egoismo accieca e non fa ammirare il patrimonio che appartiene a tutti. Non scoraggiarsi, le comunità parrocchiale possono divenire laboratori di crescita per l’umano convivere e per l’agire ecclesiale secondo quanto il Concilio Vaticano II ci ha indicato e quanto Papa Francesco ci sta indicando con il suo riflettere semplice e schietto. Un colpo d’ala di responsabilità da parte di tutti, cristiani e laici, è ormai necessaria per amore di questa nostra città.