Il forum della società civile interviene sulla convenzione tra comune di Ostuni e Cinema Teatro Roma.

Di seguito la lettera del presidente Cappetta

Il coordinamento del Forum della Società  Civile, riunito in data 11/6/2018, ha esaminato la Delibera di Giunta  Comunale  N° 131 del 7/6/2018, che modifica la convenzione tra il Comune di Ostuni e la Società proprietaria del Cinema Teatro Roma.

Con la modifica in oggetto al quarto punto della convenzione si cancella la precedente disposizione che recitava testualmente:”la destinazione d’uso del compendio immobiliare continuerà ad essere sala cinematografica con divieto di altra destinazione d’uso” e si dispone: “il compendio immobiliare continuerà ad essere utilizzato con destinazione d’uso “Cinema-teatro”, nonché con la destinazione d’uso compatibile con le autorizzazioni amministrative rilasciate oltre che con la certificazione di agibilità”.

Si apre in questo modo la strada ad una struttura polifunzionale “per attività di trattenimenti e spettacoli e per la somministrazione di alimenti e bevande”, come richiesto dai proprietari con nota del 1/6/2018. Tutto  ciò in mancanza, presso gli uffici comunali, di un progetto relativo all’utilizzo del Cinema-Teatro Roma.

Sconcerta e preoccupa  la rapidità di risposta dell’Amministrazione Comunale e l’assenza di un qualsiasi dibattito in merito al futuro del Cinema –Teatro Roma. Si profila il rischio(in mancanza di un progetto) di mettere in discussione l’esistenza del cinema-teatro, che in questi ottanta anni è stato un luogo di riferimento e di incontro, importante ed unico, per la comunità ostunese.

Le scuole, le associazioni, i gruppi teatrali, i cittadini tutti hanno nel Cinema-Teatro un luogo adeguato per le loro attività culturali e ricreative. Proiezioni cinematografiche, stagioni teatrali, incontri e dibattiti pubblici, recite e rappresentazioni varie hanno costituito momenti importanti di vita sociale e di crescita culturale e civile della Città. La identità e la storia della comunità si è costruita anche in questo luogo, unico per gli spazi messi a disposizione (quattrocento posti).

Oggi, su una semplice richiesta della proprietà e senza discutere eventuali proposte e progetti, si decide di mettere in discussione questo spazio di partecipazione e di rappresentazione. Senza capire che fine farà il Cinema, il Teatro e l’Arena cinematografica estiva. Si comprende, solo, che potrà nascere una sala polifunzionale che assicurerà intrattenimenti , ristorazione, musica, bar e  cinema.

Si è dimenticato che la struttura del Cinema Teatro Roma è vincolata da atti del Comune (N°9, N°65 del 1938 e atto notarile di vendita alla sig.ra Vittoria Petraroli del 16/3/1938) che obbligano l’acquirente del suolo comunale a costruire un cinema-teatro e a rispettare la destinazione d’uso.

Si è dimenticato, anche, che la Città di Ostuni non dispone di altre strutture così grandi (400 posti a sedere) per incontri, dibattiti, celebrazioni e non fruisce di altre adeguate sale cinematografiche e teatrali. E’ indecoroso pensare che Ostuni, Città ricca di iniziative culturali e centro turistico di livello internazionale, possa restare senza un  Cinema ed un Teatro.

Si sottovalutano, inoltre, le implicazioni urbanistiche (la struttura insiste in Zona di P.R.G. –  A1 centro di interesse ambientale) di un eventuale cambio di destinazione d’uso a sala polifunzionale per ristorazione, intrattenimenti,  musica, bar e cinema. L’equilibrio fragile dei luoghi salterebbe sul piano del traffico e dei parcheggi con ulteriori problemi per la Città ed il Centro Storico.

Si chiede alla S.V. un dibattito pubblico sul tema ed il coinvolgimento del Consiglio Comunale di Ostuni per trovare una giusta ed equilibrata soluzione al problema, che armonizzi gli interessi pubblici della comunità ostunese e gli interessi privati della proprietà. La decisione avrà un costo economico, come è già accaduto negli anni passati,a partire dal 1993, ma la Città non può essere privata dei suoi luoghi pubblici di incontro, partecipazione, dibattito e rappresentazione. In questi spazi si è costruita e si costruisce la identità e la storia della comunità e si assicura la crescita civile, la coesione sociale, lo maturità culturale e lo sviluppo economico dei suoi cittadini.

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