«La vasca di sollevamento del sistema fognario, in costruzione a Pilone (Ostuni), a ridosso della spiaggia libera di Torre San Leonardo, è necessaria per rendere sostenibile lo smaltimento dei liquami in una zona che d’estate raggiunge una densità di popolazione notevole.

Ciò premesso, chiediamo di valutare una diversa collocazione della vasca in un altro punto, più distante da quello attuale (almeno 300 metri dalla costa), in modo da evitare gli sversamenti in mare di acque torbide provenienti dal cantiere, che si sono verificati nei giorni scorsi, con un notevole impatto ambientale sull’area». Lo afferma il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, a seguito della sospensione per dieci giorni dell’autorizzazione allo scarico in mare e alla denuncia contro il legale rappresentante della ditta che sta effettuando i lavori per conto dell’Acquedotto Pugliese.

I riscontri effettuati sul cantiere hanno infatti permesso di accertare il superamento dei parametri di scarico consentiti dall’autorizzazione temporanea concessa dalla Provincia di Brindisi per il cantiere (autorità competente ai sensi del Testo Unico Ambientale del 2006). Già nelle scorse settimane, la Capitaneria di Porto e l’Arpa Puglia erano intervenute per verificare il rispetto della normativa e analizzare le acque di scarico, accertando così la violazione.

Il Nucleo Operativo di Polizia Ambientale ha anche presentato un esposto alla procura di Brindisi, oltre alla sanzione amministrativa già inflitta alla ditta. In precedenza era anche stata sequestrata un’area demaniale marittima vicina al cantiere, che era stata occupata abusivamente con alcune strutture in cemento.

POTRESTI ESSERTI PERSO: