Bloccate le prenotazioni, almeno quelle via web, per l’estate 2018. Indotto esterno e lavoratori stagionali in agitazione: è allarme per il futuro del villaggio Valtur di Ostuni. Dalla possibile riqualificazione attraverso nuovi posti letto, centro benessere e nuovi moderni servizi, ad una situazione, che ad oggi, appare precaria tanto a livello organizzativo, quanto anche in merito agli interventi da effettuare nella struttura. Stagione turistica alle porte, ma al momento tutto sarebbe bloccato in attesa che dai vertici della nuova proprietà si possa definire il futuro.

Solo pochi mesi fa nel novembre 2017 era giunto l’annuncio della vendita del villaggio di Ostuni, insieme da altre due strutture Valtur Marileva e Pila, alla Cassa Depositi e Prestiti. In questo caso si trattava di una vendita con mantenimento della gestione. Il possibile restyling era stato presentato anche nella Città bianca con alcuni delegati dei nuovi proprietari che avevano avuto di modo di informare della loro proposta anche alle istituzioni locali, seppur in via informale. Un grande piano di rilancio, attraverso una ampia riqualificazione, nuovi posti di lavoro e la possibilità di aumentare anche l’indotto creato da questo investimento. Promesse che al momento resteranno solo eventuali ipotesi future. Almeno per quest’anno, infatti, l’unica richiesta presentata agli uffici del comune di Ostuni è un’istanza di manutenzione straordinaria.

Delle nuove stanze, del centro benessere e degli spazi anche per un turismo congressuale -come anticipato durante le fasi di acquisizione della struttura della Città bianca, tra il giugno ed il novembre del 2017- ad oggi ci sarebbero solo annunci, che in questo momento stanno trovando non poche difficoltà nel trovare attuazione, a causa dei problemi di natura finanziaria che riguarderebbero l’intera Valtur. Per il villaggio della Città bianca ci sarebbero dei ritardi anche per l’avvio di alcuni lavori, indispensabili per l’apertura dell’imminente stagione estiva. Organizzazioni sindacali che a livello nazionale, davanti all’ipotesi di un concordato preventivo hanno già richiesto anche l’intervento diretto del Ministero dello Sviluppo Economico. E non è escluso che anche i sindacati locali nelle prossime ore chiederanno un confronto con la proprietà, anche per la struttura ostunese.

E così il futuro uno dei villaggi vacanze, icona del turismo brindisino sin dagli anni 70, torna ad essere pieno di incertezze. A contendersi lo scettro di vetrina internazionale per Ostuni in quegli anni erano appunto, il villaggio Valtur e Rosa Marina. Oggi, però, lo scenario è completamente modificato. Esigenze turistiche cambiate e difficoltà nell’affrontare particolari dinamiche gestionali all’interno della proprietà, dove ci sono stati nel recente passato diversi avvicendamenti, hanno caratterizzato una fase interlocutoria per la struttura Valtur della Città bianca: il nuovo investimento da parte della Cassa depositi e prestiti, sembrava poter dare avvio ad importanti possibilità di sviluppo per l’intero territorio. Opportunità che già nella prima fase avrebbero trovato, alcune difficoltà, di non poco conto, che riguarderebbero l’assetto generale del gruppo, ma che potrebbero da mettere in discussione l’apertura del villaggio di Ostuni per l’estate 2018

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