Il Liceo Classico “Antonio Calamo” di Ostuni organizza, sabato 27 gennaio, dalle 9:00 alle 12:00, presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale “Francesco Trinchera senior”, la propria “Giornata della Memoria”.

La memoria non va smarrita, ma la memoria non si insegna. È partendo da questo assunto che il Liceo Classico “Antonio Calamo” di Ostuni organizza, sabato 27 gennaio, dalle 9:00 alle 12:00, presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale “Francesco Trinchera senior”, la propria “Giornata della Memoria”.

Non, dunque, il tradizionale convegno in cui gli adulti trasmettono un sapere ai più giovani, ma un incontro tra generazioni in cui saranno i ragazzi, con i linguaggi che a loro sono più familiari, a restituire quella realtà, ai limiti dell’indicibile, che è stata la Shoah.

Suggestioni ed emozioni, innanzitutto, trasportate sulle note della musica e attraverso le parole di due struggenti monologhi: “Mio padre è morto partigiano” di Gigi Proietti e quello, famosissimo, che conclude il film “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin, parole reinterpretate con l’energia che contraddistingue l’Officina del Sole, il laboratorio teatrale del “Calamo” guidato dal professore Alessandro Fiorella.

Ma il linguaggio dei giovani è soprattutto il linguaggio delle immagini. Centrale sarà una carrellata su quella che è ormai la vastissima produzione filmica sul tema della Shoah e che, da “Schindler’s List” a “La vita è bella”, ha contribuito a costruire l’immaginario collettivo dei ragazzi.

Da qui il dibattito: quello intorno al rischio di una “pop-Shoah”, ovvero di una “cultura a buon mercato” che si appropria di contenuti, riproducendoli all’infinito, ma anche svuotandoli di significato. Già Primo Levi, in quel libro capolavoro che è “I sommersi e i salvati”, denunciava la spaccatura esistente «fra le cose com’erano “laggiù” e le cose quali vengono rappresentate dalla immaginazione corrente, alimentata da libri, film e miti approssimativi».

«Soprattutto alla scuola – sottolinea la Dirigente Scolastica del Liceo “Calamo”, Annunziata Ferrara – tocca il non facile compito di fornire ai ragazzi gli strumenti culturali per decostruire gl’immaginari semplificati, per sfuggire agli stereotipi, ricollocando la Shoah in una storia che rispetti l’alterità del passato, ma enucleandone il senso irrinunciabile per il presente».

A rivolgere gl’indirizzi di saluto e proporre ulteriori spunti di riflessione , oltre alla Dirigente Scolastica, saranno il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, l’assessore all’Istruzione, Antonella Palmisano e l’avvocato Guglielmo Cavallo, nella veste di Presidente del Consiglio d’Istituto.