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Dopo l’incendio che si è verificato nella struttura lo scorso 28 ottobre 2017, è intervento il presidente della struttura di Costa Merlata, Ambrogio Mastrangelo

E’ di sabato 28 ottobre scorso la notizia, appresa sui quotidiani, dell’incendio divampato − per cause ancora in corso di accertamento− nel villaggio Eco Sport: non possiamo che esprimere, per l’ennesima volta, tutto il più vivo rammarico e disappunto sulla gestione della controversia con il Comune di Ostuni che, reclamando l’acquisizione al patrimonio disponibile dell’area in questione, ha nondimeno lasciato che la stessa divenisse preda di continui saccheggi, sconfinanti in una vera e propria razzia, come ha dimostrato l’operazione Domus Aurea portata a compimento dalla Polizia di Stato.

Senza contare, l’incendio da ultimo riscontrato e le sue inevitabili conseguenze sui beni di proprietà esclusiva della cooperativa e dei suoi soci, prima che sul patrimonio ambientale. Se a questo aggiungiamo pure le recenti azioni civili esperire dall’Ente comunale nei confronti dei soci della cooperativa Eco Sport, altro sinceramente non viene da pensare se non ad un eccessivo −ed a tratti ingiustificato− accanimento.

E’ appena il caso di ricordare che la cooperativa Eco Sport ha avanzato un articolato piano di recupero della zona, dichiarandosi disponibile ad interloquire con il Comune di Ostuni per ricercare la migliore soluzione possibile per tutti, naturalmente nella cornice di ciò che è possibile legalmente pianificare e realizzare.

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Purtroppo nessuna delle innumerevoli bonarie iniziative assunte dalla cooperativa è mai stata presa in alcuna considerazione dal Comune di Ostuni. A questo punto, non ci resta che difendere le nostre ragioni nelle sedi giudiziarie, ove non mancheremo di richiedere il rimborso degli oneri di condono a suo tempo versati al Comune di Ostuni e riconosciuti come oggettivamente dovuti, dei tributi corrisposti negli anni, in uno al risarcimento degli ingenti danni patrimoniali subiti dalla data dello sgombero.

Il tutto, attendendo nel frattempo la prossima decisione della Corte di Cassazione penale −e, se del caso, della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che non mancheremo di adire− sulla richiesta di revoca della disposta confisca urbanistica, in assenza di una sentenza di condanna. Naturalmente, l’auspicio rimane pur sempre quello di trovare una soluzione il più possibile conciliante e bonaria, sperando, finalmente, in un’apertura del Comune ostunese.

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