La presidente della Cooperativa Pinto-Cirasino scrive al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “Siamo da mesi senza stipendio”.

Presidente Emiliano, sono trascorsi ormai tre anni da quando la Cooperativa sociale Orizzonti ha pubblicamente denunciato l’iniqua irregolarità che si perpetra, alla Regione Puglia, a danno di anziani fragili, gravemente ammalati; anziani che presentano pluripatologie e per cui l’unica possibilità di vivere dignitosamente si realizza solo attraverso un ricovero in una struttura protetta che possa garantire un livello di assistenza dignitoso.
Non le voglio citare l’articolo 32 della nostra Costituzione: lei é un ex-magistrato e ne sa molto più di noialtri, poveri cittadini, in materia di Diritti e Costituzione.

Non le citerò neanche l’articolo 1: altrettanto bene lei sa che ogni Uomo ha Diritto al lavoro e che quest’ultimo può’ essere definito tale solo in presenza di una retribuzione.
Infine, non le citerò i LEA: facendo capo alla sua persona la delega alla sanità, é sicuramente consapevole del fatto che il governo regionale da lei presieduto é in evidente difetto!  Vengo al dunque, per l’ennesima volta siamo qui a ricordarle che in Ostuni esiste da vent’anni una RSSA, la Pinto Cerasino, che riesce ad erogare un servizio di qualità agli anziani ivi assistiti, grazie ai quaranta lavoratori in forza alla cooperativa.

Orbene,  a breve questi 40 lavoratori, esasperati dalle numerose promesse puntualmente disattese, dai continui rinvii e dalla ormai insostenibile situazione creditoria, che scaturisce dal continuare ad erogare un servizio non pagato dalla regione Puglia, saranno disoccupati.
Probabilmente ci rivolgeremo a lei, Signor Presidente, e/o ai suoi funzionari per percepire un reddito di dignità, una volta esaurito il sostegno della Disoccupazione; tuttavia, le posso garantire che di “Dignitoso” ci sarà ben poco. Investire la propria vita in un lavoro che verrà a mancare per responsabilità istituzionali é una gravissima sconfitta, non dei lavoratori che hanno dato prova di coraggio, forza e dignità fino all’ultimo, ma per le Istituzioni che lei, caro Presidente, rappresenta.

Quindi, per l’ultima volta e prima che si giunga all’irreparabile, la invito ad intervenire urgentemente, per sanare una grave e scandalosa inadempienza che avrà dannose ripercussioni su onesti cittadini e di cui lei, Presidente, ne sono certa, non vorrà rendersi complice.

Laurita Orofino

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