È tutto scritto in un documento messo a punto dall’assessorato regionale alla Salute e inviato alla prima commissione del consiglio regionale, quella che si occupa di bilancio, finanze e programmazione.

Chiudere ospedali costa più che tenerli aperti. È la paradossale lezione che la Puglia sta apprendendo dal piano di riordino. Dopo anni di sacrifici e tagli a reparti e strutture si pensava che la spesa sanitaria dovesse calare vistosamente. E invece siamo sempre lì, un po’ sopra i 3 miliardi di euro. Tanto costa mantenere in piedi l’assistenza ospedaliera. Il rischio è che, anzi, nel giro dell’ultimo anno la spesa sia addirittura aumentata.

È tutto scritto in un documento messo a punto dall’assessorato regionale alla Salute e inviato alla prima commissione del consiglio regionale, quella che si occupa di bilancio, finanze e programmazione. Erano stati i componenti di questa commissione a chiedere nei mesi scorsi quali fossero stati gli effetti della prima parte del piano di riordino ospedaliero avviato da Michele Emiliano.

Dal momento del suo insediamento, nel 2015, il governatore pugliese ha dovuto proseguire sulla strada inaugurata negli anni scorsi dal suo predecessore Nichi Vendola, che di ospedali ne ha chiusi 22 nell’ambito del primo piano di riordino ospedaliero.

Fonte Repubblica.it

 

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