“La lotta ai tumori si vince con la cultura”: è questo lo slogan che da circa 10 anni accompagna la realizzazione del Progetto “Martina”, a cura dei Medici Lions.

Il progetto prende il nome da una giovane e sfortunata ragazza che contrasse un tumore maligno alla mammella. Nel suo  testamento morale invitava: “…ad avere maggior cura della propria salute … certe malattie sono rare nei giovani, ma proprio nei giovani hanno conseguenze molto pesanti”. Essendo quindi la cultura considerata alla base di ogni sano comportamento, e in grado di permettere ad ogni singolo individuo di operare scelte consapevoli , quale posto migliore di un scuola per parlare di tali argomenti, e quali migliori “pazienti” se non i giovani studenti?

Proprio  per questo, i medici Lions hanno trasformato questo accorato suggerimento in un Progetto che viene realizzato in modo coordinato a livello nazionale da quasi 10 anni, rivolto agli studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni e che ha l’obiettivo di fornire le minime conoscenze per la prevenzione, la diagnosi precoce e le strategie di lotta ai tumori più frequenti tra i giovani e a quelli, che, manifestandosi in età adulta a seguito di esposizione continuata sin dall’età giovanile a fattori di rischio (fumo, alcool, rapporti sessuali occasionali non protetti, ecc.), possono esser evitati mediante stili di vita appropriati.  Il nostro Istituto, nel quadro delle attività volte all’educazione alla salute, ha avuto l’occasione di incontrare anche quest’anno i dott. Giuseppe Francavilla e Fernando Rizzello che, in perfetta sintonia con gli studenti e con un linguaggio giovanile ma chiaro ed incisivo, hanno permesso una più facile trasmissione dei concetti-chiave relativi alle metodologie della lotta ai tumori attraverso l’adozione di stili di vita sani e corretti, stimolandoli alla riflessione e al conseguente impegno personale. Hanno inoltre illustrato le tipologie dei tumori più comuni (melanoma, neoplasie al seno, al polmone, al collo dell’utero, al testicolo) descrivendone le possibili origini e l’evoluzione, per poi soffermarsi sui comportamenti e gli stili di vita che possono evitarne l’insorgenza. E’ stato spiegato che, mentre nel recente passato si riteneva che tutti i tumori fossero una “sfortuna che capita”,  ora sappiamo che per alcuni tumori lo stile di vita ha un’influenza pesante se non definitiva: se la causa è nota, è possibile cercare di eliminarla o, almeno, contenerla o modificarla.

Al termine dell’incontro gli studenti hanno compilato un questionario che permette di ottimizzare, di volta in volta, la metodologia di comunicazione e di monitorare i risultati. Proprio in base a questi dati, si sono potuti riscontrare risultati a distanza in termini di efficacia: il 50% circa degli studenti ha cambiato stile di vita riducendo del 30-50% il rischio di contrarre un tumore nell’arco della loro vita.

Questa iniziativa è stata molto apprezzata dagli studenti e si spera che continui negli anni ad incontrare e informare sempre più giovani.

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