Microonde Tumore
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Termoablazione mediante microonde. Parla il dr. Pietro Gatti, direttore UOC di medicina interna dell’Ospedale di Ostuni.

Di Angela Anglani

La “Termoablazione mediante microonde” distrugge la massa tumorale che si sta sviluppando evita l’asportazione chirurgica della parte malata e il successivo trattamento chemioterapico. A seguito della diffusione virale sui social della notizia abbiamo ascoltato il dr. Pietro Gatti, direttore UOC di medicina interna dell’Ospedale di Ostuni, ha sottolineato: “Il trattamento locoregionale mediante l’utilizzo di calore per la ablazione di tumori primitivi e secondari del fegato, è una tecnica in uso ormai da quasi 20 anni e, negli ultimi 5, l’evoluzione tecnologica ha permesso un miglioramento dei risultati consentendo il trattamento di tumori sino a 5 cm. La termoablazione con radiofrequenze, microonde o laser viene utilizzata nel trattamento di tumori non operabili o in alternativa alla terapia chirurgica stessa.

Piero GattiI campi di applicazione oltre al trattamento dei tumori epatici spaziano dalla terapia locale dei tumori polmonari a quella delle lesioni renali, ossee e tiroidee ma solo nel trattamento dei tumori epatici tuttavia la letteratura scientifica internazionale ha dimostrato una reale efficacia e sicurezza della termoablazione ed in Italia l’uso di questa metodica è diffusa da più di 10 anni in tutto il territorio nazionale. In particolare nel tumore primitivo del fegato detto HCC (Hepatocellular Carcinoma ovvero Carcinoma Epatocellulare) la termoablazione, è stato dimostrato essere efficace quanto la terapia chirurgica in termini di sopravvivenza dopo 5 anni dal trattamento”.

Presso l’UOC di medicina interna diretta dal dr. Gatti, si effettuano trattamenti già da alcuni anni e, in considerazione della pregressa esperienza personale, lo stesso dirigente medico spiega: “Siamo al momento un centro di riferimento regionale ed extra regionale. I dati ottenuti hanno permesso di creare una congrua casistica che sarà presentata il prossimo 27 novembre al congresso internazionale di radiologia di Chicago”. Sul fronte tumori sono stati fatti passi da gigante e in questo periodo i media stanno pubblicizzando molto la dieta anticancro di Umberto Veronesi visto che l’alimentazione è alla base di una buona prevenzione e che a tavola si riesce a contrastare il sorgere di molte malattie, ma a volte mangiare sano può non essere sufficiente.

Negli ultimi tempi – ha concluso il direttore Gatti – ai trattamenti con calore tradizionali si vanno associando anche quelli locoregionali con metodiche innovative come l’elettroporazione irreversibile che permette di effettuare trattamenti anche in segmenti del fegato preclusi ai trattamenti convenzionali. Anche tale tecnica è in uso presso la nostra UOC ma bisogna sempre ricordare che il tumore è pur sempre una malattia sistemica e pertanto va trattata sistematicamente; il trattamento locoregionale si pone come sostituto della chirurgia nei casi in cui questa non è possibile, pertanto tutte le tecniche locoregionali presentano applicazioni in casi selezionati e nell’ambito di decisioni prese da un team multidisciplinare. Mi sentirei quindi in grado di poter affermare che anche presso le nostre strutture sanitarie è possibile effettuare trattamenti come quello descritto all’Ospedale di Chioggia e, senza nulla togliere ai colleghi del nord, con un’esperienza pluriennale”.

La scienza non si ferma e ogni giorno ricercatori di tutto il mondo operano per scoprire tecnologie moderne e meno invasive. La chemioterapia è sempre stata al centro di molte discussioni; c’è chi la sostiene e chi invece conoscendo gli effetti devastanti sull’organismo preferisce ricorrere ad altre cure mettendo a rischio anche la propria vita.