Il Forum della Società Civile chiede chiarimenti sulla chiusura degli uffici AQP di Ostuni e Francavilla Fontana.

Appresa la notizia pubblicata dai mezzi di comunicazione della paventata chiusura degli uffici commerciali dell’Acquedotto Pugliese di Ostuni e Francavilla Fontana, con conseguente accorpamento all’unica sede provinciale superstite di Brindisi; Preso atto che effettivamente la notizia è da considerasi fondata dato che, come correttamente riportato dai mezzi d’informazione, nell’elenco in “Appendice” della Carta del Servizio Idrico Integrato AQP SpA” aggiornato al 2016 relativamente agli uffici commerciali non compaiono gli sportelli fisici di Ostuni e Francavilla Fontana;

Preso atto, altresì, che in modo estremamente anomalo e gravemente discrezionale, nonché in assoluto silenzio, si fanno passare decisioni di notevole rilevanza sociale attraverso un atto che, invece di fornire garanzia di efficienza nei confronti dei cittadini, paradossalmente diventa veicolo di scelte arrecanti gravi disagi agli oltre centomila utenti del bacino interessato alla soppressione dei servizi; Considerato che l’Acquedotto Pugliese, pur essendo nominalmente un’azienda privata, è sostanzialmente un Ente pubblico in forza del fatto che l’azionista unico è la Regione Puglia;

Ricordato che l’AQP fornisce in regime di monopolio un bene di prima necessità, fondamentale per i bisogni primari e vitali della popolazione e che, quindi, non può assumere sulla pelle dei propri utenti comportamenti dettati da scelte di strategia aziendale finalizzate a mere considerazioni economiche;

Chiede all’Acquedotto Pugliese se tale scelta è stata supportata da un’attenta analisi sulla tipologia dell’utenza, in forza del fatto che si sbandiera l’alterativa di rapporti on-line e call-center, praticamente inutilizzabili da persone anziane in seria difficoltà nell’uso di mezzi informatici e/o telefonici e che abbisognano della consulenza fisica al fine di inquadrare le giuste problematiche; Se è stato fatto a monte uno studio ponderato sulla rete dei trasporti pubblici che possano rendere agevole il raggiungimento della sede fisica del capoluogo di provincia dai vari piccoli centri decentrati, dato che non va dimenticato che non tutti possono usufruire di un mezzo privato di trasporto, oltre alle difficoltà di anziani che vivono soli e portatori di handicap;

Chiede ai Sindaci dei Comuni Interessati se hanno appieno valutato le ricadute negative sul territorio che tale scelta può arrecare, in considerazione, oltre al sicuro disagio per i cittadini residenti, anche alla utenza stagionale delle dimore estive, con conseguenti effetti negativi sullo sviluppo turistico della zona;

Chiede al presidente della Regione Puglia se intenda avvallare tali scelte di una società di cui la Regione Puglia è il massimo azionista e non ritenga opportuno riflettere sulla necessità di improntare le scelte dell’Acquedotto Pugliese sul concetto dell’ ”acqua bene comune”.

Chiede all’autorità per l’enegia elettrica, il gas e il sistema idrico

Alla luce della delle direttive contenute nella Deliberazione 655/R/IDR del 23 dicembre 2015 e relativo allegato A, a cosa può servire un allargamento degli orari di apertura al pubblico degli sportelli e una rigida definizione dei tempi di attesa agli sportelli stessi, se prima non si garantisce all’utenza la possibilità di un reale oltre che agevole raggiungimento allo sportello, considerato che si dà la facoltà ai concessionari di garantire “almeno uno sportello per provincia”, e non già di garantire un adeguato servizio sul territorio in base al numero di utenze e alla rete dei trasporti pubblici, e se non ritenga opportuno prendere in considerazione la necessità e le esigenze dell’utenza non già come corpo omogeneo ma in considerazione della tutela della fasce deboli, quali anziani, portatori di handicap e cittadini con gravi problemi di salute, da anteporre alle “raccomandazioni” circa il contenimento della spesa;

Il forum della società civile del comune di Ostuni chiede, infine, a tutte le autorità sopranominate nello spirito del ddl Regione Puglia 5 agosto 2016 sulla Partecipazione di intervenire per impedire la chiusura degli Uffici Commerciai dell’Acquedotto Pugliese di Ostuni e Francavilla Fontana e garantire sul territorio un servizio più accessibile efficace ed efficiente ai cittadini.

Nota del Forum della Società Civile

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