Il popolare autore ostunese si è spento a 93 anni.

Ostuni perde un pezzo della propria storia. Questo pomeriggio (25 luglio 2015), si è spento all’ospedale di Ostuni, il prof. Domenico Colucci, grande storico e cultore della Città Bianca, aveva 93 anni.

L’ultima apparizione in pubblico il 16 gennaio 2012 in occasione del suo 90esimo compleanno.La sua ultima intervista all’emittente televisiva Tele Radio Città Bianca.

Classe 1922, due lauree conseguite presso l’Università di Roma – la prima in Lettere (1944), la seconda in Filosofia (1947) – il professor Colucci dal 1945 si è dedicato alla docenza nelle scuole medie di Ostuni e Bari e negli anni 1957-1985 ha insegnato italiano e storia presso l’Istituto Magistrale “Livio Andronico” di Taranto.
Il suo rapporto con Ostuni è stato sempre continuo ed intenso. E’ stato componente della redazione del periodico ostunese “Lo Scudo”.
La sua produzione poetica in vernacolo è stata pubblicata in varie raccolte: Sande Ronze a Stune (1968); Tra lla selva e lla marina (1975); La seggia de lu Sineche (1977); Li mise e li giurne (1980); Venti anni insieme: diario poetico ostunese 1975-1995 (1995).
La produzione teatrale rappresentata in pubblico, invece, è costituita dalle quattro commedie raccolte in Sipario Aperto (2000): La Zita (1946), Lu jattudde de li biatellu (1949), La mascìa (1951) e La spartogna (1982). Le prime tre sono in versi ed appartengono alla produzione giovanile dell’autore; la quarta, in prosa, segna l’inizio della fase di maturità teatrale. Va ricordata anche l’opera inedita La morte de Carnialu (1945) oltre alle commedie raccolte in Palcoscenico ostunese: Li femmene moderne (1984); Lu bersagliere (1985); Donna Rata (1985); Orazio Coclite (1992); Donn’Arcangelu (1992); Tanto gentile (1980).
L’amore per la sua terra lo ha indotto a recuperare la memoria di altri illustri poeti, artisti e scrittori ostunesi del passato.

 

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