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Sindacati uniti per la prima volta dopo 7 anni

Uno sciopero generale della scuola è stato indetto dai principali sindacati per oggi  5 maggio 2015. L’iniziativa è stata promossa unitariamente dai sindacati scuola FLC CGIL, CISL scuola, UIL scuola, SNALS e GILDA. Lo sciopero è stato organizzato contro il disegno di legge cosiddetto “La buona scuola” del governo Renzi, che nelle settimane scorse è stato in esame presso la Settima commissione della Camera (Cultura, Scienza e Istruzione).

A Bari sono attesi venti mila lavoratori. Arriveranno quaranta pullman e treni speciali da tutta la Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria. Il centro sarà paralizzato. Il corteo che vedrà tutti gli insegnanti con una fascia nera in segno di lutto, si muoverà  da piazza Castello per attraversare le vie San Francesco, Latilla, Quinti Sella, Abate Gimma, corso Cavour e corso Vittorio Emanuele. L’intervento dal palco di piazza Prefettura sarà fatto da Rino Di Meglio, segretario nazionale della Gilda . Sfileranno lavoratori e anche genitori e studenti. Sono quattro i pullmann  che oggi  raggiungeranno il capoluogo pugliese dalla provincia di Brindisi . In tutt’Italia saranno centinaia le scuole totalmente chiuse visto che sono davvero pochi gli insegnanti decisi a restare in classe.

Quella di oggi  a Bari è una delle 7 manifestazioni organizzate dai sindacati su tutto il territorio nazionale ed è tale l’impatto dello sciopero che il ministero ha dovuto obbligare l’Invalsi a rinviare a domani le prove previste per oggi per la misurazione del grado preparazione dei ragazzi.La riforma del governo non piace ai sindacati che vedono il rischio di un aumento delle differenze tra insegnati giovani e più anziani. I docenti scenderanno in piazza per ribadire l’urgenza di assumere il personale precario, che da anni garantisce il regolare funzionamento della scuola, su tutti i posti vacanti e per richiamare l’attenzione del Parlamento e di tutto il paese “al grave rischio che si correrebbe approvando questo ddl così com’è o lasciando addirittura, ipotesi ancor più nefasta, che si andasse verso il decreto d’urgenza su tutte le materie in esso contenute.

Angela Anglani