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«Il consorzio dei servizi sociali non paga da mesi. Ci sono decine di lavoratori che avanzano almeno quattro mensilità. Questa situazione di precarietà non è più tollerabile».

Così Giuseppe Tanzarella, capogruppo del Partito Socialista Italiano in consiglio comunale ad Ostuni, denuncia lo stato di insolvenza da parte dell’ente che gestisce le attività dei servizi sociali, in sostituzione del vecchio ambito,  per la Città bianca e per i comuni di Cisternino e Fasano. E così in difficoltà sarebbero tutti coloro i quali forniscono i servizi per le fasce sociali più deboli: tra le attività quella dell’assistenza domiciliare, centri per anziani e l’integrazione scolastica.

« Il consorzio per l’integrazione e inclusione sociale, costituito nel 2015 ha subito mostrato disfunzioni, confermando – attacca Tanzarella-quelli che erano i timori manifestati in consiglio comunale da parte dell’opposizione già nella sua approvazione». Alcuni problemi sarebbero nati nel passaggio dall’ufficio di piano al nuovo soggetto giuridico, formato dai tre comuni. «La gestione transitoria ha comportato un ritardo di oltre due anni; dal 2015, quando il consorzio è stato formalmente costituito fino a poche settimane fa: per tutto questo tempo non si sono avute nemmeno le  credenziali idonee alla fatturazione delle ditte che gestivano i servizi e quindi alla paralisi di tutti i pagamenti».

Situazione di precarietà operativa che avrebbe coinvolto le ditte e di conseguenza anche tutti gli operatori. «Ci sono decine di dipendenti senza stipendio da mesi – spiega Giuseppe Tanzarella, indennità che già non sono elevatissime. Si tratta di lavoratori che sono costretti a fronteggiare difficoltà quotidiane sempre crescenti, tra mutui e scadenze. E’ una situazione pericolosa dal punto di vista sociale, che non è ancora esploda in tutta la sua violenza. Per questo anche in consiglio comunale ho chiesto al comune di Ostuni, ove dovesse rilevare le inadempienze degli altri comuni consorziati, di attivarsi affinché vengano versato quanto di competenza, e di conseguenza far si che il consorzio corrisponda le spettanze alle cooperative. Sarebbe di almeno 500 mila euro il debito del consorzio».

Le ditte si starebbero già attivando anche attraverso i canali giurisdizionali e nelle prossime ore potrebbero richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria per il recupero dei crediti. «Oltre al disagio dei dipendenti la cosa più grave è il disservizio arrecato agli utenti, che riguarda una fascia sociale che ha difficoltà di autosufficienza, di vita quotidiana, che subisce direttamente gli effetti di una gestione consortile che non funziona». Tanzarella fa emergere anche un’altra vicenda che potrebbe avere risvolti negativi sul fronte occupazionale per alcuni dipendenti.

«Parecchi utenti, da sempre assistiti dalle cooperative del consorzio, stanno passando alla gestione dell’ Asl, che ha un contratto in essere con un’altra ditta: tutto questo va a discapito della continuità assistenziale dell’utenza e dei lavoratori. Non si tratta di un aspetto formale: il contorno umano e sociale che si ha nel rapporto tra utente anziano e operatore di una cooperativa- conclude Giuseppe Tanzarella- viene messo a repentaglio, quando c’è un cambiamento. La continuità assistenziale è un bene primario affinché l’assistenza possa avere effetto reale, a ciò si aggiunge anche un problema occupazionale perché si creano, venendo meno i sevizi per le cooperative, situazioni di esubero per i lavoratori». Intanto nelle ultime ore sarebbe avvenuto il pagamento di alcune fatture da parte del consorzio: l’insolvenza rimarrebbe comunque ancora elevata.

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia

Ultimo aggiornamento martedì 26 settembre 2017 alle 13:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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