Dal Partito Democratico: “La Giunta Comunale deve portare a delibera il Documento di rigenerazione urbana”.

Il documento proposto ed elaborato dal tecnico incaricato e dall’assessorato all’urbanistica evidenzia le zone e i quartieri che possono essere oggetto di intervento per una riqualificazione ambientale, urbanistica e sociale.
Per una città cresciuta in fretta negli ultimi 50 anni, pur essendo stabile la sua popolazione, che ha conosciuto un notevole sviluppo economico e sociale, una sostanziale trasformazione in città turistica; per una città che ha un territorio molto vasto e che ha circa 20 km di costa; era necessario individuare tutte le aree che possono essere ripensate e qualificate.

Questo è il primo passo richiesto, prima di elaborare il progetto o i progetti per i quali si parteciperà al bando per i finanziamenti regionali. Potrà essere un unico progetto per la riqualificazione di Villanova e della costa. Potranno essere progetti per la riqualificazione del Barco o di Largo Risorgimento, o di altro ancora. Dovranno essere proposti alla Regione quelli che più rispondono ai criteri indicati dalla Regione Puglia.

E’ questa la logica che ha guidato il PD ostunese in questi mesi. Non altra. Non perdere altra occasione per ottenere finanziamenti e porsi obiettivi concreti e realizzabili.
Molti hanno confuso tempi del procedimento, hanno confuso obiettivi e significato della Rigenerazione. Non un metro cubo in più, soprattutto di civili abitazioni, ma idee e progetti per riqualificare ciò che c’è, soprattutto quello che è brutto ed è strumento di emarginazione urbanistica e sociale. Se è vero tutto questo, tutte le speculazioni, l’arte della denigrazione, non accompagnate da idee forti, dalla voglia di dire in positivo la propria , sembrano come caccia all’untore, la voglia prima di individuare un nemico e non la capacità di partecipare ad un raro momento di costruzione collettiva alla immaginazione di una nuova città. Miseri coloro che si sono divertiti ad inventare e propinare come vere solo illazioni. Non saranno mai classe dirigente di una città, della nostra città.

Il PD ha discusso, anche a lungo. Ma non ha trovato motivo per mettere in discussione il documento proposto dall’Assessorato. Non ha difeso niente e nessuno; non aveva da difendere e da difendersi. Il PD ha discusso e tutti i suoi dirigenti sono stati informati. La prima , la seconda , la terza volta. E’ stata data ragionevole spiegazione di ipotesi che non sono mai venute dal PD, che oggi non sono in campo. Come non sono in campo strampalate idee di includere dell’altro senza alcuna attinenza . E dispiace che chi dovrebbe essere molto bene informato, avendone avuto possibilità, ricoprendo ruoli di dirigente, continui a pestare l’acqua nel mortaio, alimentando polemiche che possono servire solo a chi si ritiene, per colpa sua, ai margini della discussione e decisione politica.

Per costoro un invito a darsi da fare, se lo vogliono e possono. Ma servire due padroni , il primo ti dà la possibilità di frequentare gli organismi democratici e decidenti-il secondo quello di accattivarsi i denigratori di professione, è sempre viatico di figuracce che ognuno dovrebbe quanto meno scansare per guardare in faccia con sufficiente serenità amici e avversari.

Ultimo aggiornamento martedì 11 luglio 2017 alle 21:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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