Mancata attivazione dei posti letto, per pediatria ad Ostuni. Ritardi nei lavori nello stesso reparto di Francavilla Fontana, che ha assorbito gran parte l’utenza dell’area Nord della provincia dopo la chiusura nell’ospedale della Città bianca.

Il comitato non ci sta: annuncia nuove battaglie ed intanto con un esposto ai Nas di Taranto denuncia le presunte criticità igienico sanitarie al “Dario Camberlingo” di Francavilla Fontana. Sono questi i primi riflessi dopo le disposizioni del piano regionale di riordino ospedaliero, che dallo scorso 22 febbraio ha definito il “taglio” di alcuni reparti ad Ostuni, tra cui pediatria e cardiologia. Scelte non condivise dalla comunità ostunese e dai centri limitrofi che hanno visto negli anni nella struttura della Città bianca un punto di riferimento importante nell’assistenza sanitaria. Di qui la mobilitazione e le trattative avviate con la Regione.

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Il 4 marzo scorso oltre 3 mila persone da ogni parte del Salento scesero in piazza ad Ostuni per protestare contro il piano regionale; il 28 marzo, invece, il vertice in Regione, le cui decisioni avevano posto un freno al dissenso crescente. Ma sull’attivazione degli otto posti letto di osservazione breve previsti per la Città bianca, quattro a testa tra pediatria e cardiologia, a partire dal 1° maggio – come stabilito nel tavolo tecnico- ancora non ci sono certezze complete. Per cardiologia sembrerebbe questione di ore, dopo anche l’assunzione a tempo determinato di già tre medici specialisti. Già da ieri ci sarebbe stata l’attivazione. Per pediatria situazione complessa: praticamente impossibile creare il mini reparto con altri quattro posti di Obi; ad oggi, poi, anche per l’attuazione dello Scap (Servizio di consulenza pediatrica ambulatoriale) per il pomeriggio ed i giorni festivi ci sarebbero non pochi problemi. Emergenza anche nel pronto soccorso, dove con l’arrivo del pieno della stagione turistica, non sono state completate ancora le opere che avrebbero dovuto riqualificare l’intera area di primo intervento. E così è scattato l’allarme nella comunità, giungendo anche a mobilitare forze dell’ordine e Procura di Brindisi.

Gli aderenti al comitato “Per la Tutela della Salute nel nord Brindisino”, con in testa il presidente Giovanni Amati, in queste settimane hanno raccolto decine di testimonianze di famiglie della Città bianca i cui figli sono stati ricoverati all’interno della struttura francavillese. Storie diverse di bambini in difficoltà accomunate da un disagio logistico aggravato anche da problemi di natura tecnica riscontrati nel reparto di pediatria. «Un unico bagno, con presenza diffusa di ruggine, venendo meno il servizio di prevenzione contagi, sia per il pubblico che per i degenti. L’ubicazione degli arredi mette a repentaglio la contaminazione di cibi e bevande dei degenti (forni microonde, frigorifero per la preparazione del pasto dei bambini sono allocati in spazi comuni).Gli arredi stessi risultano insufficienti a consentire a degenti ed accompagnatori (per lo più mamme) il minimo di riposo notturno e gli spazi necessari per cambiarsi e per provvedere all’igiene personale». Sono questi alcuni degli aspetti denunciati nell’esposto presentato ai Nas, con prove documentali attraverso anche dei fotogrammi. Allarme nella comunità, preoccupazione anche tra gli stessi sanitari dell’ospedale di Ostuni.

Ed ora anche i partiti, come Sinistra Italiana, che avevano dato credito alle promesse del 28 marzo scorso in Regione alla comunità della Città bianca, critica i ritardi. «Questa per noi non è sintomo di serietà – dichiara il rappresentante provinciale di Sinistra Italiana Claudio Santoro che sin dall’inizio ha condotto la battaglia per il suo partito, in difesa dell’ospedale ostunese- credevamo ancora nella parola del presidente Emiliano e dei suoi dirigenti, oltre alle varie delibere che avrebbero dato l’avvio ai servizi dal 1° luglio; per non parlare di pediatria, dove in questi giorni ho contattato varie volte Giancarlo Ruscitti ed il governatore pugliese senza ricevere alcuna risposta. Pensavamo che questa causa fosse basata sulla moralità, a prescindere dal colore politico, ma a quanto pare dobbiamo dare ragione a tutti coloro che erano scettici sulle promesse date da Michele Emiliano».

 

 

Ultimo aggiornamento lunedì 10 luglio 2017 alle 23:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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