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sabato, settembre 23, 2017

Eletto il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi, presidente un ostunese

Si è costituito il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Brindisi per il quadriennio 2017 – 2021.

Si è costituito il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Brindisi per il quadriennio 2017 – 2021 che risulta così composto: dott. agronomo Colucci Alessandro presidente, dott. agronomo Pisanò Tecla segretario, dott. agronomo Nigro Franco vice – presidente, dott. agronomo Demilito Emanuele Tesoriere, dott. agronomo Argentiere Marco consigliere, dott. Agronomo Agnusdei Giuseppe consigliere, dott. agronomo Caliandro Rocco consigliere, dott. forestale Santoro Ennio consigliere, dott. agr. Iunior Turco Andrea consigliere.

Si mette in evidenza, che oltre al rispetto della quota rosa, questo Consiglio si contraddistingue per l’età media dei componenti che si attesta intorno ai 43 anni. Questo assetto permetterà maggiore incisività ed agilità nell’attività propria del Consiglio dell’Ordine che è finalizzata alla valorizzazione della professione oltreché del patrimonio agricolo e forestale della provincia di Brindisi, alla difesa del suolo e dell’ambiente rurale e forestale. In particolare l’attenzione sarà posta sulle iniziative da intraprendere per contrastare la diffusione della Xilella. Questa malattia di origine batterica nel prossimo futuro se non opportunamente combattuta sarà capace di trasformare radicalmente il nostro paesaggio con gravi danni al patrimonio storico e culturale della comunità della Provincia di Brindisi.

 

Vasca dei reflui sulla spiaggia del Pilone, Zizza: “Bisogna sospendere subito i lavori. Dopo le audizioni in commissione Ambiente del Senato ora un tavolo con la commissione Ambiente della Regione Puglia”

Vasca dei reflui sulla spiaggia del Pilone, Zizza: “Proseguiamo con il lavoro di concertazione, dopo le audizioni in commissione Ambiente del Senato ora un tavolo anche con la commissione Ambiente della Regione Puglia”.

Il senatore di Direzione Italia, Vittorio Zizza, vice presidente della commissione Ambiente del Senato, torna sul progetto per la realizzazione di una vasca di raccolta reflui sul litorale del Pilone, marina di Ostuni e la necessità di delocalizzarla per tutelare il territorio.

“Come Vice Presidente  della commissione Ambiente del Senato, ho lavorato affinchè anche il Governo nazionale, in sinergia con il Ministero dell’Ambiente e con la collaborazione di tutti gli organi interessati, Regione Puglia, Comune di Ostuni e le varie Associazioni ambientaliste, si trovasse una soluzione per la realizzazione del progetto, presentato dall’Acquedotto Pugliese, relativo alla Vasca di raccolta reflui sul litorale ostunese Il Pilone- dice il senatore Zizza- Obiettivo fondamentale era e rimane quello di tutelare e preservare il territorio. Il lavoro portato avanti a Palazzo Madama ha permesso di analizzare il progetto dell’AQP e verificare soluzioni alternative ad impatto ambientale zero e che potessero soddisfare tutte le parti. Si è cercato, in attesa di svolgere degli accurati sopralluoghi nell’area interessata, di bloccare l’inizio dei lavori di scavo per l’allocazione della vasca, proprio a ridosso del litorale Il Pilone”.

Tra l’altro le soluzioni individuate in sede di commissione sembrano non incontrare il favore di AQP, per questo motivo, in questa fase di lavoro, il senatore Zizza conclude: “Mi auguro che i lavori vengano interrotti immediatamente nell’attesa che, così come evidenziato nella Risoluzione della 13°Commissione Ambiente di Palazzo Madama, si possa giungere ad una conclusione e che, con la nomina del nuovo Presidente della Commissione Ambiente regionale Mauro Vizzino, si possa cooperare nell’interesse del territorio. Spero che da oggi possa esserci un confronto sereno ma risolutivo anche con la Regione e con l’Acquedotto. Siamo pronti ad aprire un tavolo di lavoro sulla questione ed organizzare un sopralluogo con tutti gli attori coinvolti”.

Ostuni, in scena il secondo Raduno diocesano delle Confraternite

Domenica 24 settembre, la città di Ostuni si appresta ad ospitare il secondo raduno diocesano delle Confraternite.

Dopo il successo dello scorso anno a Brindisi con oltre settecento partecipanti la Consulta diocesana delle Confraternite ha deciso di rinnovare questo appuntamento e, in accordo con le realtà confraternali ostunesi, ha scelto la Città Bianca per vivere questo momento di fede e di testimonianza. Da tutta la diocesi le Confraternite si ritroveranno alle 16,00 presso la Chiesa del Carmine dove ognuno dei partecipanti indosserà il proprio abito liturgico. Una volta completata la vestizione, in processione i fedeli attraverseranno l’intera città percorrendo in preghiera Via G. Pinto, Largo Lanza, Piazza della Libertà, Corso Cavour, Piazza Matteotti, Corso Maggiore Ayroldi, Via Martiri di Kindu, Piazza Curtatone e Montanara, Via Pignatelli, Via Giovanni XXIII, Via T. Nobile, Viale dello Sport. Uno stuolo colorato e suggestivo, dall’indubbio impatto spirituale e cromatico, attraverserà le bianche vie di Ostuni in processione per raggiungere il Palazzetto dello Sport dove alle 18,00 avrà luogo la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni Mons. Domenico Caliandro. Il tempio dello sport ostunese si trasformerà per l’occasione in luogo di preghiera con gli spalti gremiti non dai colori delle diverse tifoserie ma da quelli dei diversi sodalizi convenuti.

Fa quindi un’ulteriore passo in avanti il cammino di comunione e fratellanza avviato lo scorso anno con la costituzione della Consulta diocesana delle Confraternite guidata da Maurizio Palermo e dal direttore del corrispettivo Ufficio diocesano Don Tony Falcone. Un cammino che, passo dopo passo, sta aiutando a riscoprire il tesoro spirituale della pietà popolare e l’importanza sociale delle più antiche Associazioni laicali tuttora esistenti.

“Il grande spettacolo del cielo” di scena presso il Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano

Venerdì 22 settembre alle ore 19.00 appuntamento presso il Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano per una serata che pone a tema l’osservazione della volta celeste.

Organizzata dal Comune di Ostuni e dall’Istituzione Museo Archeologico di Ostuni, l’evento prende lo spunto dal libro “il grande spettacolo del cielo”, dello scienziato Marco Bersanelli, tra gli iniziatori (1992) e fra i principali responsabili scientifici della missione spaziale Planck dell’ESA.

Dopo i saluti del presidente dell’Istituzione Museo, avv. Michele Conte, l’astrofilo dott. Michelangelo Stola introdurrà alla lettura del testo facendo rivivere con foto, video e con l’osservazione del cielo ad occhio nudo e con telescopi, l’esperienza di quanti hanno scrutato con curiosità il cielo nel corso della storia. Sarà una passeggiata nel cielo stellato che ci sovrasta cercando di scoprirne la bellezza. La presentazione del libro avverrà in altra data, con l’intervento dello stesso prof. Bersanelli.

Vasca al Pilone, interviene Giovanni Fedele ex assessore alle attività produttive

Il presidente dell’associazione il futuro ci appartiene Giovanni Fedele, intervien sulla realizzazione della Vasca di raccolta liquami al Pilone.

Sulla vicenda della vasca al Pilone si assiste a scene involontariamente comiche da parte del Sindaco che ieri comunica che a suo dire, l’Acquedotto dovrebbe fermare i lavori di costruzione di una vasca di sollevamento dei liquami al Pilone ascoltando la Commissione Ambiente del Senato circa l’individuazione di una nuova allocazione, dimenticandosi che con Delibera di Giunta n 251 del 31 luglio, fortemente voluta dagli Assessori PD con cui si è accompagnato in questi anni, G. Nacci e N. Zurlo, ha sostenuto l’opzione di AQ d’interrare la struttura attuando una massima nota: “Lontano dagli occhi…lontano dal cuore…”. Pertanto, si continua a prendere in giro i cittadini con il noto dilettantismo che ha caratterizzato questa nefasta esperienza amministrativa.

Spero che un po’ di chiarezza amministrativa e procedurale, possa essere apportata dagli Assessori all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, per capire come la pensano l’Amministrazione Comunale e i consiglieri di maggioranza. Concordano con i cittadini ed il Comitato sulla diversa allocazione della vasca, tra l’altro come promesso in campagna elettorale.. o sostengono la posizione dell’Acquedotto Pugliese che vuole allocarla sulla spiaggia del Pilone come dimostrato dalla delibera del 31 luglio scorso approvata in fretta e furia, dalla Giunta Coppola? La città ha diritto di sapere e non merita di essere imbrogliata.

 

Brindisi: Carabinieri eseguono ordinanza cautelare in carcere a carico di 50 persone per mafia, omicidio e traffico di droga

Brindisi: Carabinieri eseguono ordinanza cautelare in carcere a carico di 50 persone per mafia, omicidio e traffico di droga.

Questa mattina i Carabinieri di Brindisi, nell’intera provincia di Brindisi e in quella della limitrofa Lecce, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal GIP del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 50 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso in omicidio, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di arma da fuoco e spaccio di sostanze stupefacenti, tutti i reati sono stati commessi con l’aggravante del metodo mafioso.
L’indagine, avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi nel settembre 2012 a seguito dell’omicidio di Presta Antonio, figlio di un collaboratore di giustizia, ha consentito, in particolare, mediante attività tecniche, di:
– identificare in Carlo SOLAZZO quale autore dell’omicidio;

– delineare l’organigramma e gli assetti organizzativi territoriali della cosiddetta frangia “mesagnese” della Sacra Corona Unita, al cui vertice si sono avvicendati Antonio VITALE, Massimo PASIMENI, Daniele VICIENTINO e Ercole PENNA (da cui la denominazione “Vitale-Pasimeni-Vicientino”), operante, principalmente, nei comuni meridionali della provincia di Brindisi;

– identificare i sodali di due articolate associazione finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) con basi operative, rispettivamente, nei comuni brindisini di San Donaci e Cellino san Marco;

– scoprire che Benito CLEMENTE e Antonio SARACINO sono gli autori dell’attentato dinamitardo perpetrato il 19 dicembre 2012 in pregiudizio di un immobile di proprietà del Comandante della Stazione di San Donaci, Luogotenente Francesco LAZZARI, acclarando che il movente del delitto era riconducibile all’intensificazione dell’attività repressiva messa in atto dalla citata Stazione dalla data di assunzione del comando (7 luglio 2012) del nominato LAZZARI;

– riscontrare le propalazioni di 16 collaboratori di giustizia.
Le attività d’indagine, come accennato, venivano avviate in conseguenza all’omicidio di Antonio PRESTA, verificatosi in San Donaci il 5 settembre 2012, figlio di Gianfranco PRESTA, già collaboratore di giustizia, esponente, negli anni ’90, di spicco della “Sacra Corona Unita”.
Sin dalle prime fasi delle indagini è risultato evidente che l’omicidio era da ricondurre alla gestione delle attività illecite, in particolare la piazza di spaccio, perpetrate nei territori di San Donaci e Cellino San Marco.
È stato appurato infatti che Antonio PRESTA, unitamente alla sorella Daniela, e con l’avallo dell’allora convivente di quest’ultima, Pietro SOLAZZO, in quel periodo detenuto, stavano assumendo il predominio per la gestione del traffico di sostanze stupefacenti a Cellino San Marco tentando di scalzare Carlo SOLAZZO, fratello di Pietro, convivente della donna, all’epoca a capo di una compagine criminale dedita allo spaccio di stupefacenti in quel comune.

In tale contesto, è stato accertato che il 15 agosto 2012, Antonio PRESTA, unitamente alla sorella Daniela, avevano incendiato un’abitazione di Carlo SOLAZZO, approfittando di un periodo di assenza di questo e della sua famiglia.
Proprio in conseguenza di questo incendio, Carlo SOLAZZO, il 5 settembre successivo, unitamente ad altro individuo, che non è stato possibile individuare, si rendeva responsabile dell’omicidio di Antonio PRESTA.
Le successive indagini hanno consentito di individuare gli esponenti di due gruppi criminali inseriti in contesti mafiosi, operanti nei comuni di San Donaci e Cellino San Marco, facenti capo rispettivamente a Piero SOLETI ed ai fratelli Carlo e Pietro SOLAZZO, detti cacafave, operanti nel settore del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e che si avvalevano anche della disponibilità di armi da fuoco per imporre la loro egemonia in quei territori.
Invero, Pietro SOLAZZO, dopo la sua scarcerazione avvenuta nel febbraio 2013, era entrato inizialmente in contrasto col fratello Carlo per poi riappacificarsi e rientrare a pieno titolo nella compagine criminale.
I gruppi sandonacese e cellinese, attraverso i rispettivi capi, i luogotenenti ed i gregari operavano in simbiosi e nel pieno rispetto territoriale, evitando pericolose sovrapposizioni e sconvenienti disaccordi. Si era creato, anzi, una sorta di mutuo soccorso – tra essi – nella gestione delle illecite attività, ma anche nel commettere atti intimidatori, come quello ai danni dell’abitazione del Comandante della Stazione Carabinieri di San Donaci (commesso da Benito CLEMENTE e Antonio SARACINO) sia che trattasse di approvvigionare droga per le rispettive piazze di spaccio.
I due gruppi criminali concentravano le loro energie nell’espansione dei propri interessi attraverso nuove alleanze e canali di approvvigionamento di sostanze stupefacenti in particolare per l’acquisto della cocaina, da immettere sul mercato con enormi vantaggi economici per entrambi.
L’assenza di lotte intestine favorivano lo sviluppo delle attività criminali dei due gruppi consentendo agli appartenenti di trarne agevole sostentamento, anche per quelli detenuti e per i loro nuclei familiari.
Pietro SOLETI, capo indiscusso del sodalizio di San Donaci, si avvaleva dei suoi luogotenenti Floriano CHIRIVI’ (poi detenuto e sostituito dal suo fedele Antonio SARACINO) e Benito CLEMENTE.
Questi, attraverso il club “LE MASSÈ” di San Donaci, gestivano il mercato dello spaccio di sostanza stupefacente. Proprio a di fronte al dal club – luogo di incontro e di spaccio – è stato consumato l’omicidio di Antonio PRESTA.
Altro interesse del gruppo di San Donaci erano le armi, reperite per il tramite del cittadino slavo Gennaro HAJDARI, alias “Tony Montenegro”, che le faceva giungere dall’Est Europa.
Il gruppo di Cellino San Marco, come detto guidato dai fratelli SOLAZZO, si avvaleva dell’operato dei propri luogotenenti Marco PECORARO e Saverio ELIA e di una capillare rete di spacciatori, che spacciavano cocaina sia nel centro abitato di Cellino San Marco (per le vie del paese, presso la sala giochi denominata e presso altri esercizi pubblici) e sia nei paesi limitrofi (Guagnano). La droga veniva approvvigionata da vari canali, naturalmente Torchiarolo, ma anche Oria, Brindisi e Lecce.
Con l’operazione di oggi, che ha stato inferto un nuovo duro colpo alla criminalità organizzata brindisina, si è confermato quanto già emerso in precedenti indagini in particolare la volontà dei gruppi criminali di operare in armonia senza giungere a scontri ma cercando di collaborare nonché il ritorno al rito di affiliazione, come testimonia la conversazione captata nell’autovettura in uso a Gabriele LEUZZI nel maggio 2014. Nel corso di numerosi dialoghi Gabriele CUCCI, che dove a breve fare “la condanna buona” (così la definiscono nel colloquio), si informava e cercava di memorizzare la formula che a lui sarebbe stato richiesto di pronunciare nel corso del rituale.

Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi venerdì a Ostuni per presentare il suo libro

Matteo Renzi farà tappa venerdì prossimo (22 settembre) a Ostuni, per presentare il libro che da settimane sta presentando in giro per l’Italia: “Avanti”, edito da Feltrinelli.

L’evento è in programma per le ore 18,00 presso il chiostro San Francesco, all’interno di palazzo San Francesco, sede del municipio della Città Bianca. L’ex premier in questi giorni è al centro della cronaca giudiziaria, essendo il padre coinvolto nell’inchiesta Consip, e politica, visto che il segretario nazionale del Pd aspira alla candidatura alla presidenza del Consiglio in vista delle prossime elezioni.

Nel suo libro, “Renzi – si legge nella sinossi dell’opera pubblicata sul sito della Feltrinelli – parla della difficoltà di cambiare le cose ma anche dell’orgoglio di provarci. Degli errori e dei passi falsi ma anche dei risultati ottenuti e delle sfide aperte”.

“Racconta aneddoti – si legge ancora nella sinossi – inediti dei mille giorni a Palazzo Chigi ma anche le proposte politiche per l’Italia dei prossimi anni, dalla battaglia per cambiare l’Europa fino all’introduzione dell’assegno universale per i figli; dal numero chiuso per l’immigrazione agli investimenti in cultura e periferie; dalla lotta per il lavoro fino alla sfida ambientale e ai progetti di bonifica del paese”.

Il tour di presentazione del libro ha segnato il ritorno sulla pubblica ribalta di Renzi, dopo le dimissioni da primo ministro scaturite dall’esito negativo del referendum sulla riforma della Costituzione del dicembre 2017.

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