Al Museo di Ostuni, Quanno canta ’o presebbio: suoni e storie dal presepe napoletano



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“Quanno canta ’o presebbio” iniziativa organizzata dall’Istituzione Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale di Ostuni.

Domani mercoledì 27 dicembre alle 19:30 presso la Chiesa di San Vito Martire nel centro storico di Ostuni si svolgerà lo spettacolo-concerto dal titolo “Quanno canta ’o presebbio” iniziativa organizzata dall’Istituzione Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale di Ostuni. L’ingresso al concerto sarà gratuito.

A portare in scena lo spettacolo sarà l’Enseble Resonare fibris che per la prima volta proporrà questo canovaccio dedicato alla storia del presepe napoletano. Lo spettacolo-concerto “Quanno canta ’o presebbio” intende guidare lo spettatore nel mondo sonoro del presepe napoletano, pensato come riproduzione in piccolo della Napoli barocca, recuperando da un lato quel repertorio di villanelle “alla napoletana” che è da considerarsi il più importante genere musicale inventato a Napoli prima dell’opera buffa, nato nel Cinquecento e presto diffusosi con enorme successo in tutta Europa; dall’altro attingendo allo straordinario tesoro di canzoni popolari, ninna nanne e canti devozionali legati alle tradizioni del periodo natalizio (e non solo) di area prevalentemente napoletana, non senza uno sguardo ad alcune antiche espressioni musicali di quella Spagna che per oltre due secoli dominò Napoli e il meridione d’Italia.

Da questo percorso emerge un mondo sonoro che, pur spaziando tra aree geografiche tra loro distanti e tra “generi” differenti, rivela numerosi punti di contatto e soprattutto una spiccata influenza mediorientale che, per le note ragioni storiche, permea e, potremmo dire, unifica le tradizioni musicali del Mediterraneo, testimoniando una complicità culturale tra Oriente e Occidente all’epoca ancora fertilissima, ma che in seguito si sarebbe fatalmente interrotta.

Una voce narrante, raccontando aneddoti e leggende, guida lo spettatore all’interno di questo viaggio originale, e per certi versi labirintico, attraverso luoghi e personaggi che rimandano ad un vero e proprio codice onirico della tradizione popolare. Gli artisti attingeranno a piene mani dalla tradizione musicale napoletana: invocazioni alla Madonna, Ninne nanna, canti di strada e, in chiusura, la classica tarantella napoletana.

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Copyright © OstuniNotizie.it - RIPRODUZIONE RISERVATA | Ultimo aggiornamento martedì 26 dicembre 2017 alle 9:55


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