Verbale contestato: blitz della Guardia di Finanza al comune di Ostuni



Sul verbale, le fiamme gialle avrebbero ascoltato alcuni dipendenti del comune di Ostuni, solo come persone informate sui fatti.

Blitz della Guardia di Finanza al comune di Ostuni: le fiamme gialle acquisiscono informazioni in merito verbale contestato della conferenza dei capigruppo dello scorso 10 novembre, oggetto di aspre polemiche in questi giorni tra maggioranza e opposizione. E così nelle ultime ore non è passata inosservata la presenza dei militari a Palazzo S. Francesco. Al momento massimo riserbo su quelle che saranno le valutazioni giudiziarie in merito alla vicenda. Non risulterebbero persone iscritte nel registro degli indagati. E’ questo uno dei pochi elementi emersi dopo la prima parte dei controlli, che proseguiranno nei prossimi giorni.

Sarebbero stati, però, ascoltati alcuni dipendenti del comune di Ostuni, solo come persone informate sui fatti. Indagini che andranno avanti e che potrebbero portare la procura di Brindisi o ad aprire un fascicolo, se dai riscontri dei militari dovessero emergere indizi di illecito, o ad archiviare in fretta l’episodio. In queste ore l’autorità giudiziaria sta approfondendo i primi elementi acquisiti direttamente nelle stanze del comune. Un conferenza dei capigruppo che diede seguito ad un consiglio comunale molto contestato, che portò prima all’abbandono dell’aula dei consiglieri di opposizione, e poi all’annuncio di un possibile ricorso al Tar contro la presunta illegittimità della convocazione. Un contenzioso che all’inizio sembrava prendere solo la strada del Tribunale amministrativo.

Ora, invece potrebbe essere più gli organi giudiziari ad interessarsi alla vicenda, partendo dalla possibile manomissione del verbale della conferenza dei capigruppo, nel quale- come hanno dichiarato gli esponenti di Articolo 1, Partito Democratico e area socialista- sarebbero state aggiunte alcune frasi per legittimare la procedura di convocazione. Aggiunte che avrebbe riguardato un ‘ipotetica intesa di tutti i capigruppo affinché il consiglio venisse convocato prima dei cinque giorni lavorativi come, invece, prevede il regolamento. La maggioranza ha sempre sostenuto la correttezza di ogni procedura, contestando le accuse del centrosinistra. Opposizione che giovedì sera aveva convocato una conferenza. «Noi abbiamo potuto verificare, attraverso la visione, che il verbale dell’ultima conferenza dei capigruppo è stato palesemente alterato con l’aggiunta di un rigo e mezzo, riportato sopra le firme, per dare una patente di legittimità alla convocazione del consiglio comunale. Questa procedura sarebbe stata suggerita ai redattori dell’atto». Così il consigliere comunale dell’area socialista Domenico Tanzarella che, insieme agli esponenti del Pd e di Articolo 1, ha annunciato la presentazione di una  mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio Ernesto Camassa, invocando, anche le sue dimissioni.

Non si è fatta attendere la risposta del capogruppo del movimento Noi Ora, che sostenuto da tutto il centrodestra ha dichiarato : «Le opposizioni sono libere di percorrere tutte le strade che vogliono assumendosi la responsabilità della conseguenze, io difenderò la mia immagine nelle sedi opportune, consapevole di non aver alterato alcun verbale. Proprio in virtù di tale consapevolezza rimando al mittente quello che, può- conclude Camassa- essere definito un invito a rassegnare le dimissioni, rivoltomi dalla minoranza». Mentre la politica litiga, ora spetterà alle forze dell’ordine fare chiarezza sull’episodio

 

Copyright © OstuniNotizie.it - RIPRODUZIONE RISERVATA | Ultimo aggiornamento domenica 26 novembre 2017 alle 14:51


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