Incidente durante la battuta di caccia, interrogato tutta la notte il 76enne cegliese

OSTUNI, 6 novembre 2017 12:31

E’ stato interrogato per tutta la notte, e poi denunciato per omicidio colposo, il 76enne di Ceglie Messapica, dal cui fucile sarebbe partito il colpo che sabato pomeriggio ha ucciso Carlo Leuzzi.

Una battuta di caccia finita in tragedia, nelle campagne di Ostuni, ed ora sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Brindisi che ha affidato l’attività investigativa al pubblico ministero Manuela Pellerino ed agli agenti del commissariato di Ostuni. Sequestrato il fucile da cui è partito il colpo che ha freddato Leuzzi, ed altre armi tra fucili ed una pistola, legalmente detenuti dall’indagato nella propria abitazione.

Fase investigativa, questa solo a titolo cautelativo, e da cui non sarebbe emerso nessun illecito da contestare all’uomo. Intanto si aspetta che il pm disponga l’autopsia sul cadavere del 64enne ucciso. Solo nelle prossime ore si saprà se la procura continuerà ad acquisire nuovi elementi dall’esame autoptico, oppure riconsegnerà la salma alla famiglia per celebrare i funerali. Intanto emergono nuovi dettagli di quel pomeriggio di spensieratezza che si è trasformato in disgrazia nelle campagne tra Ostuni e Cisternino in contrada Farina.

Leuzzi si trovava lì senza fucile: non avendo infatti completato tutto l’iter per la stagione venatoria in corso, ed essendo una persona molto attenta alle regole, il 64enne aveva deciso solo di accompagnare il suo amico con il cagnolino, senza così poter sparare. Un pomeriggio come tanti altri per la coppia di amici, che dopo aver preso la propria posizione all’interno di quel bosco della Valle D’Itria, aveva iniziato a macinare metri e chilometri per alcune ore. Una passione che accomunava i due da tempo, e che aveva portato entrambi da qualche settimana a riprendere anche per questo autunno la stagione di caccia. Leuzzi, sabato pomeriggio era senza fucile, mentre l’altro cacciatore era armato. La tragedia si è consumata intorno alle 17: in contrada Farina era già buio, ma la normativa stagionale sulla caccia, consente di poter sparare a discrezione del cacciatore 60 minuti dopo il tramonto.

Il colpo partito all’improvviso dal 76enne ha freddato l’altro amico, colpendo sopra al fianco destro e perforando il corpo. L’uomo si è reso conto della tragedia ed ha chiesto aiuto alla figlia che poi ha messo in moto la macchina dei soccorsi, con l’arrivo nelle campagne tra Ostuni e Cisternino di mezzi del 118, Polizia e vigili del fuoco. Immediate le indagini avviate dagli agenti e da personale della Scientifica, tutti coordinati dal commissario Gianni Albano, per ricostruire l’accaduto. L’uomo, da cui sarebbe partito in maniera accidentale il colpo, è stato prima trasferito all’ospedale della Città bianca in stato di shock e poi ha raggiunto gli uffici del commissariato.

Qui assistito dal suo avvocato di fiducia ha risposto alle domande degli inquirenti. Da fonte vicine alla procura l’uomo durante la sua deposizione non si sarebbe mai contraddetto e collaborato con i detective per fare chiarezza sul tragico incidente, confermando la natura accidentale di quel colpo partito in maniera involontaria mentre l’amico era a terra per raccogliere il tordo, non molto distante da lui. Un lavoro degli inquirenti, diretti dal commissario Albano, proseguito anche ieri a distanza di 24 ore dell’accaduto e che proseguirà anche oggi, con l’eventuale disposizione della procura dell’autopsia

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia
Copyright © OstuniNotizie.it - RIPRODUZIONE RISERVATA | Ultimo aggiornamento lunedì 6 novembre 2017 alle 12:31


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